La Voce del popolo
Quotidiano italiano dell'Istria e del Quarnaro
https://lavoce.hr/cultura-e-spettacoli/slavenka-drakulic-addio-allautrice-che-spiego-leuropa-dellest-al-mondo
La letteratura croata e europea piange la scomparsa di Slavenka Drakulić, scrittrice, giornalista e saggista tra le figure più influenti della cultura dell’Europa sud-orientale. È morta all’età di 77 anni, lasciando un’eredità letteraria e intellettuale che per decenni ha contribuito a raccontare e interpretare le profonde trasformazioni politiche e sociali che hanno segnato la fine del Novecento e l’inizio del nuovo secolo.
La notizia della sua morte, data dal quotidiano Jutarnji list, arriva a poche settimane dalla pubblicazione del suo ultimo libro, “Perché non ho imparato a cucinare”, uscito per l’editore Fraktura.
Una vita tra Fiume, Zagabria e Stoccolma
Nata a Fiume il 4 luglio 1949, Slavenka Drakulić ha trascorso gran parte della sua vita tra Zagabria e Stoccolma, costruendo nel tempo una reputazione internazionale rara per un’autrice proveniente dall’area balcanica. Le sue opere sono state tradotte in oltre venti lingue e hanno raggiunto lettori in tutto il mondo, diventando un punto di riferimento per comprendere la dissoluzione della Jugoslavia, le guerre degli anni Novanta, la transizione post-comunista e l’evoluzione delle società dell’Europa orientale.
La sua capacità di osservare i grandi eventi storici attraverso le vicende individuali l’ha resa una delle narratrici più originali e apprezzate della sua generazione.
La scrittrice che raccontò la guerra e la transizione
Nel corso della sua lunga carriera Drakulić ha pubblicato romanzi, raccolte di saggi e opere di narrativa che hanno esplorato il rapporto tra individuo e storia, tra vita privata e grandi cambiamenti collettivi.
Il suo esordio narrativo risale al 1987 con “Ologrammi della paura”, seguito da opere come “Pelle di marmo”, “Fame divina”, “Come se non ci fossi” e “Frida o del dolore”. Proprio “Come se non ci fossi”, dedicato al tema delle violenze sessuali durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina, è diventato la base per un film di rilievo internazionale che ha contribuito a diffondere ulteriormente il suo lavoro oltre i confini dell’ex Jugoslavia.
Al centro della sua produzione letteraria si trovano spesso l’esperienza femminile, il corpo, l’identità e la relazione tra dimensione personale e contesto politico. Temi affrontati con uno stile rigoroso, empatico e profondamente umano.
Una protagonista del femminismo e della saggistica politica
Parallelamente all’attività narrativa, Slavenka Drakulić ha sviluppato una intensa carriera giornalistica e saggistica. Tra i suoi primi lavori spicca “I peccati mortali del femminismo”, considerato uno dei testi fondativi del pensiero femminista croato.
A livello internazionale è diventata una delle voci più autorevoli nel raccontare al pubblico occidentale la vita quotidiana dietro la Cortina di ferro e, successivamente, le conseguenze della transizione post-comunista e dei conflitti che hanno accompagnato il crollo della Jugoslavia.
Tra le sue opere più note figurano “How We Survived Communism and Even Laughed”, “Balkan Express” e “Cafe Europa”, libri che offrono una lettura lucida e personale dei cambiamenti vissuti dalle società dell’Europa orientale negli ultimi quarant’anni.
Particolare attenzione suscitò anche “Loro non farebbero male nemmeno a una mosca”, un’analisi della psicologia dei criminali di guerra costruita a partire dalle testimonianze raccolte durante i processi del Tribunale dell’Aja.
Un’eredità destinata a durare
Più che una semplice osservatrice del suo tempo, Slavenka Drakulić è stata un’interprete delle contraddizioni del mondo contemporaneo. Attraverso i suoi libri ha aiutato generazioni di lettori a comprendere fenomeni complessi come la guerra, la democrazia, il nazionalismo, il femminismo e le sfide della società post-comunista.
La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per la cultura croata ed europea. Resta però un patrimonio letterario di straordinaria importanza, capace di continuare a dialogare con il presente e di offrire strumenti preziosi per comprendere il passato recente.
Le sue opere, tradotte e lette in numerosi Paesi, continueranno a testimoniare la forza di una scrittura che ha saputo unire impegno civile, sensibilità umana e profondità narrativa.

Nessun commento:
Posta un commento