giovedì 14 maggio 2026

La trappola di Tucidide


Parlando con la sua controparte americana, Xi Jinping ha anche menzionato "uno dei suoi concettiteorici  preferiti ", la "trappola di Tucidide", come riportato dal Wall Street Journal. Secondo lo storico greco del V secolo a.C. "l'ascesa di Atene ispirò a Sparta un tale timore che la guerra  tra le due città divenne inevitabile", ricorda il quotidiano americano. In altre parole, una potenza dominante rischia di entrare in guerra con una potenza emergente di cui teme l'ascesa. Questo è un rischio che Xi Jinping intende evitare.  

Cina-Usa, Xi evoca a Trump la "Trappola di Tucidide": di che cosa si tratta?

Al summit il leader cinese richiama la teoria di Graham Allison: la sfida tra potenza emergente e potenza dominante può trascinare il mondo verso il conflitto: "Evitiamo lo scontro"

TGcom24, 14 maggio 2026

Xi Jinping torna a parlare il linguaggio della storia per descrivere il presente. Durante il vertice con Donald Trump nella capitale cinese, il leader cinese ha evocato la cosiddetta "Trappola di Tucidide", una delle formule più citate negli ultimi anni nel dibattito strategico internazionale, per lanciare un messaggio chiaro agli Stati Uniti: la rivalità tra Washington e Pechino non deve trasformarsi in uno scontro aperto. Il presidente cinese ha invitato gli Usa a considerare la Cina "un partner e non un rivale", in una fase in cui i rapporti tra le due superpotenze sono attraversati da tensioni sempre più profonde: commercio, semiconduttori, intelligenza artificiale, Taiwan e sicurezza globale sono ormai i fronti permanenti della competizione.

Che cos'è la "Trappola di Tucidide"?

 L'espressione è stata resa popolare dal politologo americano Graham Allison, docente di Harvard, autore del saggio Destined for War: Can America and China Escape Thucydides's Trap?. La teoria si ispira alla Guerra del Peloponneso raccontata dallo storico greco Tucidide: il conflitto tra Sparta e Atene sarebbe nato dalla crescita della potenza ateniese e dalla paura che questa ascesa provocò nella Sparta dominante.

Applicata al XXI secolo, la formula descrive il rischio di una collisione tra la Cina, potenza emergente, e una potenza consolidata, gli Stati Uniti. Non perché una guerra sia inevitabile, ma perché diffidenza reciproca, errori di calcolo, pressione politica interna e competizione strategica possono rendere il confronto sempre più difficile da controllare. Xi ha ripreso proprio questo concetto davanti a Trump, trasformando una teoria geopolitica in un messaggio diplomatico: evitare che la rivalità degeneri.

Taiwan resta il nodo più pericoloso

Nel colloquio con il presidente americano, Xi Jinping ha indicato Taiwan come il punto più delicato delle relazioni bilaterali. Secondo il leader cinese, la gestione dell’isola determinerà il futuro dell’intero rapporto tra Cina e Stati Uniti. Pechino considera Taiwan una provincia ribelle destinata alla riunificazione, mentre Washington continua a sostenere militarmente e politicamente Taipei. È qui che la "Trappola di Tucidide" assume una dimensione concreta: una crisi militare nello Stretto potrebbe trascinare le due potenze in un confronto diretto. Xi ha avvertito che una cattiva gestione del dossier potrebbe spingere i due Paesi "verso lo scontro o persino il conflitto", con conseguenze destabilizzanti per l'intero equilibrio internazionale.

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Xi Jinping richiama la trappola di Tucidide nel vertice con Trump. Ecco cos’è
La trappola di Tucidide si riferisce al modo in cui, storicamente, le tensioni tra una potenza emergente e una al potere hanno spesso portato a una guerra
Il Sole 24ore, 14 maggio 2026

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incontrato a Pechino il suo omologo cinese Xi Jinping, dando il via a un vertice di alto profilo che si prevede toccherà temi come commercio, dazi, Taiwan e Iran, e che si concluderà venerdì.

Secondo le immagini ufficiali trasmesse, Trump ha dichiarato a Xi nel suo discorso di apertura che le relazioni tra i due Paesi saranno «migliori che mai». Trump, che aveva già visitato la Cina nel 2017 durante il suo primo mandato, ha affermato che i due leader si conoscono personalmente da più tempo di qualsiasi altro presidente degli Stati Uniti o della Cina.

Xi, da parte sua, ha sottolineato l’attenzione globale sull’incontro e ha affermato che una questione fondamentale per i due Paesi è evitare la “trappola di Tucidide”, secondo una traduzione ufficiale in inglese delle sue dichiarazioni in cinese trasmesse dalla CCTV.

Xi, Trump, Carney e la pace preventiva

La trappola di Tucidide si riferisce al modo in cui, storicamente, le tensioni tra una potenza emergente e una al potere hanno spesso portato a una guerra. Graham Allison, il professore di Harvard che ha reso popolare il concetto, ha tuttavia dichiarato alla CNBC di aspettarsi che la tregua commerciale raggiunta da Trump e Xi durante il loro incontro in Corea del Sud lo scorso autunno diventi un accordo formale. In particolare la trappola di Tucidide si verifica quando una potenza emergente (la Cina di oggi) minaccia di soppiantare una potenza dominante come gli Stati Uniti. La potenza emergente sfida la posizione di una potenza dominante non necessariamente perché una delle due voglia la guerra, ma perché paura, rivalità, errori di calcolo e competizione per il prestigio possono rendere lo scontro sempre più difficile da evitare.

Allison ha parlato diffusamente del concetto nel libro «Destined for War: Can America and China Escape Thucydides’s Trap?», pubblicato nel 2017. Allison ha applicato al rapporto tra Washington e Pechino una lezione tratta dalla Guerra del Peloponneso, il conflitto che nel V secolo avanti Cristo oppose Atene e Sparta. Secondo l’analisi di Allison, la Cina rappresenta la potenza in ascesa, mentre gli Stati Uniti incarnano la potenza già dominante, chiamata a gestire la perdita relativa di primato senza trasformarla in confronto militare.



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