mercoledì 14 settembre 2016

Cosa ha fatto De Luca




Si è data troppa importanza a ciò che De Luca ha detto. Più importante è ciò che ha fatto: ha tentato di spezzare un incantesimo. Ci ha provato e ha trovato ascolto: tutto questo non era scontato, qualche tempo fa sarebbe stato inconcepibile. Lasciamo stare ora la distinzione tra partito e movimento. Lasciamo stare anche la pretesa di rappresentare l'antipolitica. I Cinque stelle non hanno un gruppo dirigente all'altezza del compito. Anche Carlo Freccero ne ha preso atto, decidendo di puntare su Chiara Appendino. (Giovanni Carpinelli)

Che gente, questi dei Cinque stelle! Per anni hanno coperto di insulti, infamie e letame tutti quelli che capitavano a tiro, e adesso di fronte all'ironia di un genio partenopeo come De Luca fanno le educande offese... (Massimo Rostagno)

Vincenzo De Luca senza freni. Paragona il M5s a una «scorfana» di cui gli elettori si sono innamorati credendola una «principessa». E attacca il  trio Di Maio, Fico, Di Battista definendoli «galli cedroni» «falsi come Giuda», «che vi possano ammazzare tutti quanti». Il governatore della Campania, intervistato dal Fatto Quotidiano Tv, è andato a ruota libera sul Movimento cinque stelle. Con metafore e affondi che hanno suscitato il divertimento dei suoi difensori e l'indignazione di tutti gli altri.
GLI AVVISI DI GARANZIA DEGLI ALTRI? CONDANNE A MORTE. Prima gli elettori, è il ragionamento del politico di Salerno, non vedevano niente. «Gli psicologi, quando si riferiscono all’innamoramento, parlano di anestesia percettiva: quando ti innamori, non vedi più niente, c'è una nuvola che ti avvolge, non vedi più la realtà. Una scorfana ti pare una principessa: magari non vedi neanche i suoi pelacci, i suoi baffi, le sue varici. Questo vale ovviamente anche per gli uomini, non vorrei che l’associazione 'Amici delle bambole' mi accusasse di sessismo».
De Luca ha ricordato il giustizialismo a targhe alterne dei grillini: «Vi ricordate quando facevano i balletti in mezzo alle strade: 'Onestà, onestà, giustizia'». «Vi ricordate quante persone sono state offese ingiuriate per un avviso di garanzia?» «Quelli degli altri sono condanne a morte, quelli propri vanno valutati nel merito», ha attaccato il presidente della Campania, rivolgendosi a Virginia Raggi: «Quando riempivate di vaffa il mondo intero, non le dovevate leggere le carte?»
«FALSI COME GIUDA, CHE VI POSSANO AMMAZZARE». Ma il passaggio più forte, un affondo violentissimo, è quello sui membri del direttorio: «Abbiamo visto emergere un trio, già li avevamo visti nella vicenda di Quarto, li avevamo visti appollaiati, il Di Battista, il Di Maio e il Fico, ecco oggi si rivelano all'Italia nelle vesti proprie: Giggino il chierichetto, Fico il moscio ovviamente, e l'emergente Di Battista detto Dibba, il gallo cedrone, ora ognuno ha trovato il suo ruolo in commedia».
«L'Italia dovrebbe essere diretta da questi signori», ha proseguito De Luca, secondo il quale la sola cosa che hanno in comune è «che sono delle mezze pippe», perché ha ricordato De Luca, quando si sono presentati alle elezioni con la loro faccia hanno perso o raccolto poche decine di voti. «Sono tre miracolati che hanno sfruttato o l'onda grillina. Sono falsi come Giuda, ognuno vorrebbe accoltellare alla schiena l'altro, però in pubblico baci e abbracci... che vi possano ammazzare tutti quanti», è arrivato a dire, «La maggior parte di quelli che votano Cinquestelle, certo non votano per voi».
Un attacco che già ha diviso i giudizi sull'esponente del Partito democratico, noto per il suo uso e soprattutto abuso del linguaggio.

Lettera 43, 10 settembre 2016