giovedì 18 dicembre 2014

Hermann Hesse, Placidi occhi scuri

Donne italiane variamente ritratte
Hermann Hesse, Dall'Italia, Mondadori, Milano 1990

Giovedì (28 marzo 1901)
In albergo c'è una graziosa inglese rossa di capelli, altrimenti a Milano ho visto poche belle donne, in compenso bambibi incantevoli. [Più tardi, in Italia, ne ho incontrate altre di queste belle donne (non giovani!): figure alte, forme classiche e placidi occhi scuri dallo sguardo bello e indifferente che pare scaturire da immobili profondità. Solo chi ha una vita serena e un animo puro e ingenuo può possedere simili occhi, gli stessi che si vedono in certi ritratti italiani di Madonne.] Diario, pp. 46-47



Perugino, Madonna
Perugino, Maria Maddalena


Mercoledì (10 aprile 1901)

Madonna del Perugino + una Maddalena del P., una delle sue teste femminili più delicate, di una bellezza fragile eppure matura che nessuno dei Raffaello qui esposti riesce ad eguagliare


Raffaello, Madonna del cardellino

Filippo Lippi




Filippo Lippi, tondo Bartolini



Lunedì (15 aprile 1901)
Stasera sono stato [...] al teatro La Pergola dove davano La città morta di D'Annunzio con la Duse. [...] Nonostante l'eccellente allestimento complessivo, a imporsi erano l'interpretazione e la voce della Duse. La sua recitazione, anche quella delle mani, è favolosamente fine, sensibile e trascinante; la sua meravigliosa voce è capace di ogni sfumatura e riesce ad essere commoventemente infantile o far gelare il sangue nelle vene. La sua presenza sul palcoscenico è serrata, flessibile e, in ogni istante, di grande effetto plastico. [La sua bellezza sulla scena era di tipo greco, saffico. In alcuni momenti la voce acquistava una delicatezza magica e trasognata.]




Le donne di Ravenna, con sguardo profondo
e gesto mite, conservano
il sapere dei giorni
della città antica e delle sue solennità.
Le donne di Ravenna: profondo e sommesso
il loro pianto, come bambini acquetati.
E quando ridono sembra di sentire
l'allegra melodia di un testo triste.
Le donne di Ravenna: pregano come i bambini,
miti e appagate.
Posson dire parole d’amore
e loro stesse non sanno di mentire.
Le donne di Ravenna baciano
misteriose, profonde, e piene di abbandono.
E tutte loro null'altro sanno della vita
se non che dovremo morire.