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martedì 24 settembre 2024

Diotima, la donna del dialogo


La poetessa Jadwiga Łuszczewska, che utilizzava il nome d'arte Diotima, in posa come l'antica veggente in un dipinto di Józef Simmler (1855)


 Dobbiamo pensare a un tempo in cui non era facile per una donna trovare posto nella società maschile, e quindi nella vita pubblica dominata dai maschi. Era così nell'Atene misogina di Socrate e di Platone. Nondimeno anche a quel tempo le donne esistenti potevano sviluppare pensieri e idee come accadeva ai loro concittadini maschi. Ecco allora come si arriva a Diotima di Mantinea. Questa donna non prende direttamente la parola in uno tra i dialoghi di Platone, il Simposio, viene chiamata in causa da Socrate, il quale rende conto del suo pensiero riguardo al tema dell'amore. Passano i secoli e Diotima ricompare in Germania nella stagione del romanticismo. Il poeta Hölderlin si innamora di una signora sposata, Susette Gontard, che per lui diventa Diotima. Curioso destino, quello di un nome che non è associato a una persona dotata di una esistenza autonoma. Diotima è la donna chiamata in causa da un interlocutore di sesso maschile. Nonostante ciò, mantiene una sua fisionomia e si staglia con palese disinvoltura sulla scena sia nel Simposio di Platone che nel rapporto epistolare con Hölderlin. 

La Diotima di Hölderlin

In una casa agiata di Francoforte, luminosa e circondata da un folto parco, il poeta assoluto dell’età moderna, Friedrich Hölderlin, allora ventiseienne, incontrò Diotima, il suo «amato amore». E subito scriveva: «C’è un essere al mondo presso il quale il mio spirito può e potrà indugiare millenni». Quell’essere, che per Hölderlin era Diotima, si chiamava per tutti gli altri Susette Gontard, ed era la madre del giovane Henry, a cui Hölderlin doveva fare da precettore. Così nacque non una storia d’amore, ma una storia che era l’amore. Le stupende lettere di Diotima, così perfettamente accordate nel timbro a Hölderlin, sono l’unica traccia immediata che ci rimane di quella vicenda, che ebbe una conclusione brutale, a cui seguì entro breve tempo la morte improvvisa di Diotima. Ma anche in un certo gruppo delle liriche di Hölderlin parla Diotima, e nel suo nome anzi si può dire che Hölderlin trovi per la prima volta la sua inconfondibile voce. (Diotima e Hölderlin, Lettere e poesie, a cura di Enzo Mandruzzato, Adelphi, Milano 1979)

La Diotima di Platone (e di Socrate) 

Socrate Esporrò invece il discorso, che ascoltai, un tempo, su Amore, da una donna di Mantinea, Diotima, che era sapiente in questo e in molte altre cose. E agli Ateniesi che una volta celebravano dei sacrifici, prima della pestilenza, cagionò un ritardo di dieci anni del malanno e a me fu maestra nelle faccende d'amore. Il discorso dunque che disse a me, prendendo io lo spunto da quanto si è concordato tra me e Agatone, proverò ad esporvelo da parte mia, a seconda delle mie possibilità. Occorre dunque, Agatone, esporre, nel modo al quale ti sei attenuto anche tu: chi è Amore e qual è, poi dire le sue opere. Mi pare comunque che per me sia alquanto facile attenermi al modo che un tempo seguiva la straniera interrogandomi. Perché anch'io un presso a poco le dicevo le cose quali ora Agatone sosteneva con me, che Amore è un gran dio, che è amore del bello: ed ella mi contraddiceva con i ragionamenti con cui ho confutato lui: che non è bello, secondo il mio discorso, e non è neanche buono. E io le dicevo: "Come dici, Diotima? Amore è brutto, ed è anche cattivo?". Ed essa: "E non vorrai parlare da costumato? O pensi forse che quel che non è bello debba per forza essere anche brutto?" "Certo", dicevo. "E quel che non è sapiente, deve essere ignorante? Non capisci dunque che tra sapienza e ignoranza c'è in mezzo qualche cosa?" "E cos'è questo?" "E non sai che avere retta opinione, anche senza avere il mezzo di darne ragione, non è né sapere è cosa illogica infatti, come potrebbe essere scienza? e neppure ignorare perché, quello che anche a caso raggiunge il vero, come potrebbe essere ignoranza? : un qualcosa di mezzo tra discernimento e ignoranza "Tu dici il vero", le dicevo io. "Non forzare dunque quel che non è bello a essere brutto, e quel che non è buono a essere cattivo. Così anche Amore, siccome tu stesso ammetti che non è buono né bello, non pensare affatto che debba essere brutto e cattivo, ma un qualcosa di mezzo a queste cose", diceva. "Eppure", intervenivo io, "si riconosce da parte di tutti che è un gran dio". "Tu dici tutti quelli che non sanno", mi chiedeva, "o anche quelli che sanno?" "Dico tutti indistintamente". Ed essa ridendo, mi chiedeva: "Ma come, Socrate, è riconosciuto come un grande dio da quelli che sostengono che non è neppure un dio?" "E chi sono questi?", rispondevo io. "Uno", ribatteva, "sei tu, l'altro io". E io ribattevo: "Ma come mai dici questo?". Ed ella di rimando: "è facile", rispose. "Dimmi: non sostieni tu che tutti gli dèi sono felici e belli? E oseresti dire che uno fra gli dèi non è né bello né felice?" "Per Zeus! Io no!", rispondevo. "E non chiami felici tu quelli che hanno bontà e bellezza?" "Ma certo". "Ma hai ammesso che Amore, per mancanza della bontà e della bellezza, desidera proprio queste cose di cui è privo?" "L'ho ammesso, infatti". "E come potrebbe essere un dio chi è privo della bellezza e della bontà?" "In nessun modo, a quel che pare". "Vedi dunque", incalzava, "che anche tu pensi che Amore non sia un dio?" "E cosa sarebbe allora", rispondevo, "un mortale?" "Niente affatto". "Ma cosa allora?" "Come si diceva prima", rispondeva, "un qualcosa di mezzo tra mortale e immortale". "Cosa dunque, Diotima?" "Un gran demone, Socrate. Infatti tutto ciò che ha parte del demone sta in mezzo al divino e al mortale".

Diotima-Palomar(wordpress.com)
(99+) Il grande equivoco dell'amore platonico, Corriere della sera - La Lettura, domenica 20 settembre 2015 | Mauro Bonazzi - Academia.edu




giovedì 14 marzo 2013

Dizionario del nuovo papa

Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 14 marzo 2013
Cristina Nadotti
la Repubblica, 14 marzo 2013

Aborto. «Ancora una volta si vuole limitare o eliminare il valore supremo della vita e ignorare i diritti dei bimbi a nascere. L'aborto non è mai una soluzione. Quando si parla di una madre incinta, parliamo di due vite: entrambe devono essere preservate e rispettate perché la vita è un valore assoluto». Omelia, dicembre 2008. Crist. Na.

ARMONIA - «Nella Chiesa l'armonia la fa lo Spirito Santo. Uno dei primi padri della Chiesa scrisse che lo Spirito Santo "ipse harmonia est", lui stesso è l'armonia. Lui solo è autore al medesimo tempo della pluralità e dell'unità. Solo lo Spirito può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e allo stesso tempo fare l'unità. Perché quando siamo noi a voler fare la diversità facciamo gli scismi e quando siamo noi a voler fare l'unità facciamo l'uniformità, l'omologazione». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni , fine 2007). g.a.s.

BATTESIMO - «Il bambino non ha alcuna responsabilità dello stato del matrimonio dei suoi genitori. E poi, spesso il battesimo dei bambini diventa anche per i genitori un nuovo inizio. Di solito si fa una piccola catechesi prima del battesimo, di un'ora circa; poi una catechesi mistagogica durante la liturgia. In seguito, i sacerdoti e i laici vanno a fare le visite a queste famiglie, per continuare con loro la pastorale postbattesimale. E spesso capita che i genitori, che non erano sposati in chiesa, magari chiedono di venire davanti all'altare per celebrare il sacramento del matrimonio». (Intervista a 30 giorni , 2009, al giornalista che chiedeva se erano giustificabili in alcuni casi di battesimi rifiutati bambini figli di genitori «irregolari»). g.a.s.

 Buenos Aires. «Buenos Aires appare come una città fiorente. Qui vi è di tutto. Ma quanti sono i bambini sottomessi? Le donne sottomesse? Quanti i lavoratori clandestini? Quanti i postriboli? Quante cose odorano di schiavitù...». Omelia, dicembre 2008. Crist. Nad.

CERTEZZE - «Le nostre certezze possono diventare un muro, un carcere che imprigiona lo Spirito Santo. Colui che isola la sua coscienza dal cammino del popolo di Dio non conosce l'allegria dello Spirito Santo che sostiene la speranza. È il rischio che corre la coscienza isolata. Di coloro che dal chiuso mondo delle loro Tarsis si lamentano di tutto o, sentendo la propria identità minacciata, si gettano in battaglie per essere alla fine ancor più autoccupati e autoreferenziali». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni , fine 2007). g.a.s.

Corruzione. «Nessuno si fa carico dei crimini, delle tragedie e dei pesanti debiti che ci affliggono a causa della corruzione. La corruzione è come un potere monolitico ideologico, una pazzia ingannevole e dannosa che impedisce la realizzazione del progetto nazionale». Messa di Te Deum, maggio 2012. Crist. Nad.

DEBITO «Siamo stati molto chiari nel sostenere che la politica economica del governo non faceva altro che aumentare il debito sociale argentino, molto più grande e molto più grave del debito estero e abbiamo chiesto un cambiamento». (a Francesca Ambrogetti, La Stampa, 31 dicembre 2001). g.a.s.

DESAPARECIDOS - «Poiché in diversi momenti della nostra storia siamo stati indulgenti verso le posizioni totalitarie, violando le libertà democratiche che scaturiscono dalla dignità umana. Poiché attraverso azioni od omissioni abbiamo discriminato molti dei nostri fratelli, senza impegnarci sufficientemente nella difesa dei loro diritti. Supplichiamo Dio, Signore della storia, che accetti il nostro pentimento e sani le ferite del nostro popolo. O Padre, abbiamo il dovere di ricordare davanti a te quelle azioni drammatiche e crudeli. Ti chiediamo perdono per il silenzio dei responsabili e per la partecipazione effettiva di molti dei tuoi figli in tale scontro politico, nella violenza contro le libertà, nella tortura e nella delazione, nella persecuzione politica e nell'intransigenza ideologica, negli scontri e nelle guerre, nella morte assurda che ha insanguinato il nostro paese. Padre buono e pieno di amore, perdonaci e concedi a noi la grazia di rifondare i vincoli sociali e di sanare le ferite ancora aperte nella tua comunità». (Richiesta di perdono dei vescovi argentini, tra i quali lo stesso Bergoglio aveva una posizione di spicco, 10 settembre del 2000).

Economia. «L’economia speculativa, priva di etica, insegue l’idolo del denaro. Per questo non si hanno remore a trasformare in disoccupati milioni di lavoratori». Omelia, Festa del Santo Gaetano di Thiene,agosto 2001. Crist. Nad.
EPIGRAFE - «Come si definirebbe?» «Jorge Bergoglio, prete». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita, del 2010). g.a.s.

ESPOSA - «La mia diocesi di Buenos Aires». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007). g.a.s.

Eucarestia.«L’Eucaristia è il centro vitale dell'universo, in grado di soddisfare la fame di vita e di felicità. In questa festa felice possiamo partecipare alla vita eterna, e quindi la nostra esistenza quotidiana diventa una Messa prolungata». Dissertazione dottorale, 2004. Crist. Nad. 

FIDANZATA - «Sì, era del gruppo di amici con i quali andavamo a ballare. Poi ho scoperto la vocazione religiosa». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita , del 2010). g.a.s.

FIGLI - «Qualche giorno fa ho battezzato sette figli di una donna sola, una vedova povera, che fa la donna di servizio e li aveva avuti da due uomini differenti. Lei l'avevo incontrata l'anno scorso alla festa di San Cayetano. Mi aveva detto: padre, sono in peccato mortale, ho sette figli e non li ho mai fatti battezzare. Era successo perché non aveva i soldi per far venire i padrini da lontano, o per pagare la festa, perché doveva sempre lavorare... Le ho proposto di vederci, per parlare di questa cosa. Ci siamo sentiti per telefono, è venuta a trovarmi, mi diceva che non riusciva mai a trovare tutti i padrini e a radunarli insieme... Alla fine le ho detto: facciamo tutto con due padrini soli, in rappresentanza degli altri. Sono venuti tutti qui e dopo una piccola catechesi li ho battezzati nella cappella dell'arcivescovado. Dopo la cerimonia abbiamo fatto un piccolo rinfresco. Una Coca Cola e dei panini. Lei mi ha detto: padre, non posso crederlo, lei mi fa sentire importante... Le ho risposto: ma signora, che c'entro io?, è Gesù che a lei la fa importante» (Intervista a 30 giorni, 2009).g.a.s.

FILM - «Il mio film preferito? Il pranzo di Babette ». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita , del 2010). g.a.s.

 GARAGE - «Ai miei sacerdoti ho detto: "Fate tutto quello che dovete, i vostri doveri ministeriali li sapete, prendetevi le vostre responsabilità e poi lasciate aperta la porta". I nostri sociologi religiosi ci dicono che l'influsso di una parrocchia è di seicento metri intorno a questa. A Buenos Aires ci sono circa duemila metri tra una parrocchia e l'altra. Ho detto allora ai sacerdoti: "Se potete, affittate un garage e, se trovate qualche laico disposto, che vada! Stia un po' con quella gente, faccia un po' di catechesi e dia pure la comunione se glielo chiedono". Un parroco mi ha detto: "Ma padre, se facciamo questo la gente poi non viene più in chiesa". "Ma perché?", gli ho chiesto, "Adesso vengono a messa?" "No", ha risposto. E allora! Uscire da sé stessi è uscire anche dal recinto dell'orto dei propri convincimenti considerati inamovibili se questi rischiano di diventare un ostacolo, se chiudono l'orizzonte che è di Dio» (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007). g.a.s.

GIONA - «Giona aveva tutto chiaro. Aveva idee chiare su Dio, idee molto chiare sul bene e sul male. Su quello che Dio fa e su quello che vuole, su quali erano i fedeli all'Alleanza e quali erano invece fuori dall'Alleanza. Aveva la ricetta per essere un buon profeta. Dio irrompe nella sua vita come un torrente. Lo invia a Ninive. Ninive è il simbolo di tutti i separati, i perduti, di tutte le periferie dell'umanità. Di tutti quelli che stanno fuori, lontano. Giona vide che il compito che gli si affidava era solo dire a tutti quegli uomini che le braccia di Dio erano ancora aperte, che la pazienza di Dio era lì e attendeva, per guarirli con il Suo perdono e nutrirli con la Sua tenerezza. Solo per questo Dio lo aveva inviato. Lo mandava a Ninive, ma lui invece scappa dalla parte opposta, verso Tarsis. Quello da cui fuggiva non era tanto Ninive, ma proprio l'amore senza misura di Dio per quegli uomini» (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007). g.a.s.

HÖLDERLIN - «Amo le sue poesie» (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, nel libro-intervista El Jesuita, 2010). g.a.s.


Ingiustizia. «Indignarci contro l’ingiustizia che il pane e il lavoro non siano accessibili a tutti è una parte della benedizione, perché questo desiderio e questa lotta fanno bene al cuore, lo rallegrano, lo allargano, lo fanno palpitare con felicità». Messa per la Festa del Santo Gaetano di Thiene, agosto 2012. Crist. Nad.

ITALIA - «Mio padre era di Portacomaro (Asti, ndr ) e mia madre di Buenos Aires, con sangue piemontese e genovese». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita , del 2010).

LAICI - «La loro clericalizzazione è un problema. I preti clericalizzano i laici e i laici ci pregano di essere clericalizzati... È proprio una complicità peccatrice. E pensare che potrebbe bastare il solo battesimo. Penso a quelle comunità cristiane del Giappone che erano rimaste senza sacerdoti per più di duecento anni. Quando tornarono i missionari li ritrovarono tutti battezzati, tutti validamente sposati per la Chiesa e tutti i loro defunti avevano avuto un funerale cattolico. La fede era rimasta intatta per i doni di grazia che avevano allietato la vita di questi laici che avevano ricevuto solamente il battesimo e avevano vissuto anche la loro missione apostolica in virtù del solo battesimo. Non si deve aver paura di dipendere solo dalla Sua tenerezza...» (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007).

 LEBBRA - «La cosa peggiore che può accadere nella Chiesa? È quella che Henri De Lubac chiama "mondanità spirituale". È il pericolo più grande per la Chiesa, per noi, che siamo nella Chiesa. "È peggiore", dice De Lubac, "più disastrosa di quella lebbra infame che aveva sfigurato la Sposa diletta al tempo dei papi libertini". La mondanità spirituale è mettere al centro sé stessi. È quello che Gesù vede in atto tra i farisei: " Voi che vi date gloria. Che date gloria a voi stessi, gli uni agli altri"». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni , fine 2007). g.a.s.

Libertà. «Non abbiate paura della libertà, sappiate che ci sono molti furfanti che vi stanno vendendo falsità perché abbiate paura della vita, paura della libertà». Discorso ai giovani, Buenos Aires, giugno 2012. Crist. Nad.

Matrimonio omosessuale. [Vedi anche OMOSESSUALI]. «La legislazione civile argentina che ci regge regola il matrimonio come entità civile composta da un uomo e da una donna. La decisione di un giudice nel contenzioso amministrativo che permette un vincolo matrimoniale tra persone dello stesso sesso è quindi contraria alla suddetta legislazione. Il nostro atteggiamento non è religioso, discriminatorio o fondamentalista, ma puramente legalista:è parte del compito pastorale difendere l’applicazione delle leggi perché non si commetta un atto di ingiustizia nei confronti degli altri». Comunicato ufficiale, giugno 2010. Crist. Nad.

MICRO - «Per contrastare l'effetto della globalizzazione che ha portato alla chiusura di tante fabbriche e la conseguente miseria e disoccupazione, bisogna promuovere anche una crescita economica dal basso verso l'alto, con la creazione di micro, piccole e medie imprese. Gli aiuti che possono venire dall'estero non devono essere solo di fondi ma tendere a rafforzare la cultura del lavoro della cultura politica». (a Francesca Ambrogetti, La Stampa, 31 dicembre 2001). g.a.s.

Migranti.«Dio chiede di aprire gli occhi di fronte a questa realtà. Perché Gesù ci dice che il giorno del giudizio ci giudicherà per quello che avremo fatto a quei piccoli, per quello che avremo fatto a un
migrante sottoposto alla tratta del lavoro, alla tratta del cartone, alla tratta della prostituzione, a
qualsiasi tipo di tratta umana». Omelia, dicembre 2008. Crist. Nad.

NAVICELLA - «I teologi antichi dicevano: l'anima è una specie di navicella a vela, lo Spirito Santo è il vento che soffia nella vela, per farla andare avanti, gli impulsi e le spinte del vento sono i doni dello Spirito. Senza la Sua spinta, senza la Sua grazia, noi non andiamo avanti. Lo Spirito Santo ci fa entrare nel mistero di Dio e ci salva dal pericolo d'una Chiesa gnostica e dal pericolo di una Chiesa autoreferenziale, portandoci alla missione» (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni , fine 2007). g.a.s.

OMOSESSUALI - «Non ricorrendo contro la decisione del giudice nel contenzioso amministrativo sul matrimonio di persone dello stesso sesso, ha mancato gravemente al suo dovere di governante e di custode della legge». (Comunicato ufficiale del 26 novembre del 2009 contro il governatore di Buenos Aires Mauricio Macri, reo di non avere fatto ricorso contro la sentenza sul matrimonio gay). g.a.s.

PARANOIA - «A una chiesa autoreferenziale succede quel che succede a una persona rinchiusa in sé: si atrofizza fisicamente e mentalmente. Diventa paranoica, autistica» (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita , del 2010).  g.a.s.

Pedofilia. «Se c’è un prete pedofilo è perché porta in sé la perversione prima di essere ordinato. E sopprimere il celibato non curerebbe tale perversione. O la si ha o non la si ha. Bisogna stare molto attenti nella selezione dei candidati al sacerdozio. Nel seminario di Buenos Aires ammettiamo circa il 40% dei candidati, e facciamo un attento monitoraggio sul processo di maturazione». (Il gesuita, libro-conversazione). Crist. Nad.

POSTO - «"Vi faccio una domanda: la Chiesa è un posto aperto solo per i buoni?" "Nooo!" "C'è posto per i cattivi, anche?" "Sìììì!!!". "Qui si caccia via qualcuno perché è cattivo? No, al contrario, lo si accoglie con più affetto. E chi ce l'ha insegnato? Ce lo ha insegnato Gesù. Immaginate, dunque, come è paziente il cuore di Dio con ognuno di noi"». (Dialogo tra Bergoglio e la folla di fedeli alla festa di san Cayetano, in un barrio popolare di Buenos Aires, 30 giorni , agosto 2008, durante la festa). g.a.s.
Potere. «La mascherata del potere e le rivendicazioni rancorose sono il guscio vuoto di anime che
riempiono il loro nulla triste e soprattutto la loro incapacità di intraprendere percorsi creativi che
diano vera fiducia». Te Deum, maggio 2011. Crist. Nad.

QUADRO - «Il mio quadro preferito? La Crocefissione Bianca di Chagall». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita , del 2010).

RASSA NOSTRANA - «Drit e sincer, cosa ch'a sun, a smijo: / teste quadre, puls ferm e fìdic san / a parlo poc ma a san cosa ch'a diso / bele ch'a marcio adasi, a van luntan. /
Sarajé, müradur e sternighin, / minör e campagnin, sarun e fré: / s'a-j pias gargarisé quaic buta ed vin, / j'é gnün ch'a-j bagna el nas per travajé. / Gent ch'a mercanda nen temp e südur: / - rassa nostrana libera e testarda - / tüt el mund a cunoss ch'i ch'a sun lur / e, quand ch'a passo ... tüt el mund a-j guarda...». («Razza nostrana», poesia in dialetto piemontese di Nino Costa che il nuovo Papa si picca di saper recitare a memoria, in omaggio ai genitori di origine piemontese).  g.a.s.

Relazioni fuori del matrimonio. (ndr.: battesimi a figli nati fuori dal matrimonio)
«Lo dico con dolore, e se sembra una denuncia o offesa, mi si perdoni, ma ci sono sacerdoti della
nostra regione che non battezzano i figli di madri sole perché non sono stati concepiti nella santità
del matrimonio. Questi sono gli ipocriti di oggi». Messa pastorale, settembre 2012. Crist. Nad.
Schiavi. «Il Paese ospita commercianti di schiavi: uomini e donne che vendono e comprano persone
violando ogni loro dignità... Chiediamo a Dio di toccare il cuore di quegli uomini e donne che
schiavizzano perché anche loro sono schiavi. Schiavi della cupidigia, della superbia, della
presunzione, della malvagità». Omelia, dicembre 2008. Crist. Nad.

SIGNORE - «Il Manzoni diceva: "Non ho mai trovato che il Signore abbia cominciato un miracolo senza finirlo bene"». (a Francesca Ambrogetti, La Stampa , 31 dicembre 2001). g.a.s.

 Squadra di calcio. «Non mi sono perso nemmeno una partita del campionato del San Lorenzo dal 1946. I colori della squadra, il blu e il rosso, sono quelli della veste rossa e del mantello azzurro della Vergine. Abbiamo chiesto i colori alla Vergine, non li abbiamo presi da altre parti». (Il gesuita, libro-intervista). Crist. Nad.
TANGO - «Mi piace molto il tango e da giovane lo ballavo». (a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita , del 2010). g.a.s.

TRADIZIONALISTI - «Paradossalmente (...) proprio se si è fedeli si cambia. Non si rimane 
fedeli, come i tradizionalisti o i fondamentalisti, alla lettera. La fedeltà è sempre un 
cambiamento, un fiorire, una crescita. Il Signore opera un cambiamento in colui che gli è 
fedele». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007). g.a.s.

VERITÀ - «La verità è che sono un peccatore che la misericordia di Dio ha amato in una
maniera privilegiata... Errori ne ho commessi a non finire. Errori e peccati» (a Francesca
Ambrogetti e Sergio Rubin, autori del libro-intervista El Jesuita , del 2010). g.a.s.

Verità. «I sacerdoti devono predicare la verità, fare del bene a tutti e illuminare la vita del
nostro popolo.Non basta che la nostra verità e la nostra pastorale siano ortodosse ed efficaci.
Senza l’allegria della bellezza, la verità diventa fredda, spietata e superba, come vediamo
accadere nei discorsi di molti fondamentalisti incattiviti». Messa del giovedì santo, Pasqua
2011. Crist. Nad.