giovedì 13 agosto 2026

Grandezza e limiti della fuga

 

la sintonia che crea legame ma anche tormento

Dialoghi

Vorrei ricorrere, per presentare questo libro, a un concetto sociologico-filosofico introdotto di recente da Harmut Rosa: risonanza. Non è un principio fisico ma un atteggiamento morale di sintonia, di vibrazione sincronica, di contatto fisico e spirituale. Essendo una forma di relazione tra soggetto e mondo, ma essendo il soggetto parte del mondo, la estenderemo alla relazione tra due o più soggetti, Cohen-Levinas e Nancy, che nel loro dialogo si toccano e rin-toccano. In più risonanza è un concetto musicale, e musica e musicologia, oltre a filosofia, è una delle due specializzazioni di Cohen-Levinas (Sorbona). Nancy a sua volta è stato un autore di opere complesse, dense, su vari registri: storia della filosofia, metafisica, politica, teologia, estetica, arte. E la relazione dei due autori è un toccarsi metaforico e un trasformarsi a vicenda che avviene nella forma di 15 invenzioni/entretiens intorno al pensiero di Nancy interrogato da Cohen-Levinas.

Il motivo della risonanza è evocato nella invenzione n. 1, là dove Cohen-Levinas chiede a Nancy se egli intenda la filosofia «come un movimento di risonanza infinita, che risuona con gli altri, con il mondo, con se stesso». E Nancy a confermare che sì, che la loro risonanza è quella del senso in quanto suono, risonanza degli spiriti nei corpi, attraverso e come corpi… I dialoghi affrontano numerose altre tematiche, dall’Eros all’assenza di fondamento dopo la negazione e la morte di Dio, dall’arte alla musica al senso, introducendo motivi derridaiani e deleuziani (la retournelle), l’emancipazione, il cristianesimo, fino all’invenzione n.8, quella su Maurice Blanchot e il suo antisemitismo, ricollegabile alla quattordicesima ove si discute delle differenze tra antigiudaismo e antisemitismo.

Le invenzioni 10 e 11 sono riservate al pensiero di Emmanuel Levinas; la 12 e la 13 riguardano il trapianto di cuore subito dal filosofo nel 1991. La quindicesima di queste invenzioni, che rimandano immediatamente all’opera di Johann Sebastian Bach, porta un titolo bizzarro: T come, in francese tarabuster, tormentare, importunare, che la traduzione italiana ha reso con «tampinare». In realtà tarabuster designa l’azione che l’intervistatrice compie sull’intervistato, di tormentarlo ma in maniera filosofica, come il tafano di Socrate che punge e sollecita a pensare, a reagire, a rispondere. Vi si discetta anche del piacere della filosofia e sulla sua «fuga nella risonanza», con considerazioni musical-filosofiche di Danielle Cohen-Levinas sul senso della fuga che fugge, in un’arte della musica che è rischio e coraggio. Nella sedicesima e ultima è Nancy che a sua volta tarabuste Cohen-Levinas sulla connotazione musicale, nella forma dell’invenzione bachiana del dialogo, che poi non è soltanto a due voci perché a risuonare sono anche le molte voci del filosofi che pensando e risonando si aprono all’altro.

Danielle Cohen-Levinas, Jean-Luc Nancy

Invenzioni a due voci

inSchibboleth, pagg. 214, € 20

Nessun commento:

Posta un commento