Gad Lerner
La destra globale e il profitto dello sciacallo
il manifesto, 1 agosto 2026
Oltrepassate le Colonne d’Ercole dell’inciviltà, sovreccitati dalle immagini dell’umanità derelitta che annaspava fra marosi e scogli di una frontiera proibita, i nostri governanti hanno reagito con l’istinto degli sciacalli. Sanno che al pubblico ammaestrato quei poveracci inermi, seminudi, epperò divenuti improvvisamente moltitudine, trasmettono senso del pericolo, di violazione della sfera domestica e patrimoniale, di un’apocalisse tale da sovrastare anche il diffuso turbamento per gli eventi climatici abnormi dell’estate 2026; eventi climatici di fronte ai quali i detentori del potere preferiscono ritrarsi e tacere. Più redditizio urlare all’invasione dei migranti e e attaccare il governo socialista spagnolo che misurarsi con l’incombenza di una catastrofe ambientale.
Da maggio la temperatura supera i trenta gradi, il fuoco minaccia vaste regioni urbanizzate, ma è meglio che gli effetti percepibili del surriscaldamento restino confinati nell’inquietudine privata, senza assumere la dimensione politica del fallito sconfinamento da Ceuta: lembo di terra africana annesso alla Spagna e dunque europeo.
Titolo de La Stampa di ieri: «Ceuta, assalto all’Europa». Il Messaggero: «Confini da difendere». La Verità: «Spagna invasa dai marocchini». Mentre Il Giornale spara a tutta pagina una foto di gente che nuota in vista della riva e intitola: «L’Italia che vuole il Pd».
Si tratta di propagandisti mediocri, emuli artigianali di ben altri monopolisti del sentimento popolare, capaci di avvolgere nella ragnatela degli algoritmi centinaia di milioni di seguaci. Dobbiamo a loro la dispensa da ogni vincolo di compassione e la licenza di odiare, semmai, quegli esseri umani. Su X Elon Musk li schernisce in quanto zombie, morti viventi. Dalla Casa bianca trumpiana additano la folla di Ceuta a monito degli elettori di novembre: «I Democratici vedranno la vostra casa calpestata e saccheggiata e ne gioiranno». Un alto funzionario russo della cerchia di Putin, Kirill Dmitriev, richiama la storia antica sbattendo in faccia all’Unione europea il Sacco di Roma perpetrato dai Visigoti di Alarico: «Barbari alle porte, 410 d.C. versus oggi».
Zombie, barbari, saccheggiatori dei nostri beni. Berciano all’unisono l’uomo più ricco del mondo, Washington e Mosca. I classici dell’antropologia vedrebbero in tal genere di messaggi qualcosa di più e di peggio del nazionalismo o dei retaggi post-coloniali: l’auspicio di una sovrappopolazione da smaltire. Scriveva Claude Lévi-Strauss nei Tristi Tropici settant’anni fa: «Una società non si perpetua che generando la servitù. Allorché gli uomini cominciano a sentirsi stretti nel loro spazio geografico, sociale e mentale, una facile soluzione rischia di sedurli: negare la qualità umana a una parte della specie. Per qualche decennio essi avranno mano libera.
In seguito bisognerà procedere a una nuova espulsione». E aggiungeva: «Questa grande svalorizzazione sistematica dell’uomo da parte dell’uomo si va estendendo, e sarebbe ipocrita e incosciente voler evitare il problema con la scusa che si tratta di un fenomeno passeggero». Mancheremmo di rispetto alle vittime della strage di Ceuta, consumata là dove Africa ed Europa si sfiorano, se indugiassimo nel commentare le meschinità dei leader protesi nella speculazione politica o in cerca di alibi morale. La colpa è del re del Marocco che ha aperto il rubinetto dei migranti per mettere in guardia il premier spagnolo bisognoso di attingere al rubinetto del gas algerino? La colpa è della Corte Suprema di Madrid che ha posto limiti ai respingimenti immediati, o delle mafie che ne hanno falsificato le disposizioni? Sono stati i trafficanti di esseri umani a spingerne in mare decine di migliaia? E costoro si sarebbero riversati a Ceuta, a fine luglio, perché il governo socialista varò una sanatoria a fine gennaio, riservata peraltro ai soli irregolari già residenti nella penisola iberica? Qualcuno crede davvero che punire la Spagna sospendendo le regole di Schengen giovi a tutelare la nostra penisola?
Torniamo a sudare e a vergognarci, ammorbati dal fiato degli sciacalli, mentre decine di migliaia di sventurati tornano sui loro passi.
.webp)

Nessun commento:
Posta un commento