sabato 6 febbraio 2016

Lucetta Scaraffia sulla famiglia




La Chiesa “ha bisogno di ascoltare le donne, di ascoltare cosa ritengono di avere perso e cosa guadagnato nel grande cambiamento, di ascoltare quale famiglia vorrebbero oggi”. Lo ha affermato Lucetta Scaraffia, coordinatrice del mensile in rosa dell’Osservatore Romano “Donne chiesa mondo”, nel suo intervento nell’Aula del Sinodo, al quale per decisione di Papa Francesco partecipa in qualità di uditrice.   Le donne, ha sottolineato la professoressa Scaraffia, sono “le grandi esperte di famiglia: se usciamo dalle teorie astratte, specialmente a loro ci si può rivolgere per capire cosa bisogna fare, come si possono porre le fondamenta per una nuova famiglia aperta al rispetto di tutti i suoi membri, non più fondata sullo sfruttamento della capacita’ di sacrificio della donna, ma che assicuri a tutti un alimento affettivo, solidale”. Quando si parla poi di famiglie, ha avvertito, non si dovrebbe parlare sempre e solo di Matrimonio: sta crescendo il numero di famiglie composte da una madre sola e dai suoi figli. Sono le donne, infatti – ha aggiunto – a rimanere sempre accanto ai figli, anche se malati, se disabili, se frutto di violenza. Queste donne, queste madri quasi mai hanno seguito corsi di teologia, spesso non sono neppure sposate, ma danno un esempio mirabile di comportamento cristiano”. “Se voi padri sinodali – ha sottolineato Lucetta Scaraffia – non rivolgete loro attenzione, se non le ascoltate, rischiate di farle sentire ancora più disgraziate perché la loro famiglia è così diversa da quella di cui parlate. Voi, infatti, troppo presto parlate di una famiglia astratta, una famiglia perfetta che pero’ non esiste, una famiglia che non ha niente a che vedere con le famiglie vere che Gesù incontra o di cui parla. Una famiglia così perfetta che sembra quasi non aver bisogno della sua misericordia né della sua parola: ‘Non sono venuto per i sani ma per i malati, non per i giusti ma per i peccatori'”.

http://www.farodiroma.it/2015/10/20/lucetta-scaraffia-osservatore-romano-la-chiesa-deve-ascoltare-di-piu-le-donne/