domenica 14 febbraio 2016

Concezione, le fave e i cardi




Donata Marrazzo
Concezione, che zuppa!
Il Sole 24ore, 27 gennaio 2013

Il mondo offeso di Elio Vittorini vive ai confini della memoria nel suo viaggio verso l'isola arcaica, una «piccola Sicilia ammonticchiata di nespoli e tegole e rumore di torrente». Con la musica delle zampogne che sale nell'aria, «perfettamente nuvola o neve». O «cicale scoppiate al sole». In treno da Milano a Siracusa, il tipografo Silvestro torna alla sua infanzia. Nello scompartimento una galleria di personaggi umili gli scuote la coscienza, «in cerca di doveri più grandi»: parte da qui Conversazione in Sicilia, un capolavoro letterario che è anche opera politica contro il fascismo, surreale, simbolica, a tratti verista.
È ora di pranzo quando Silvestro ritrova la madre in una di quelle «case cantoniere schiacciate a terra dalla solitudine». «Signora Concezione, dissi». E una donna alta con i capelli castani e il mento duro apparve nella stanza. In cucina un'aringa cuoceva sul braciere: profumo d'infanzia, come quello della minestra di fave e cardi o delle lenticchie con cipolla e pomodori secchi. Affiorano a tavola tutti i sapori buoni di un tempo: anche le chiocciole con la cicoria dove «tutto il gusto è a succhiare il guscio…», i mostaccioli di fichidindia, la mostarda. La ricetta della zuppa di fave e cardi prescrive di lessare le fave e passarle al setaccio con l'acqua di cottura. Preparate un soffritto con olio e cipolla, unitevi la purea. Lessate con poco sale i cardi, tagliateli a strisce sottili e mescolateli alle fave, aggiungendo brodo vegetale o di manzo.
Ingredienti
500 gr. di fave,
1 kg. di cardi,
mezzo bicchiere di olio d'oliva,
1 cipolla,
brodo, sale, pepe