lunedì 29 febbraio 2016

Il carisma, quando c'è





Carlo Ginzburg
Cesare Garboli e il suo antagonista segreto
sta in Cesare Garboli, Tartufo, Adelphi, Milano 2014


Nel settembre 1980 si tenne a Firenze un convegno su Roberto Longhi, morto dieci anni prima. La seduta del giorno 27 cominciò con una relazione di Gianfranco Contini, che parlò delle varianti del libro di Longhi su Caravaggio. Finiti gli applausi il presidente o presidentessa (non ricordo chi fosse) diede la parola a Cesare Garboli. Garboli rimase immobile, con gli occhi fissi nel vuoto. L'invito venne ripetuto. Passò forse un minuto, interminabile. A questo punto Garboli si riscosse e parlò con voce bassissima: "Ero tutto preso dalla stupenda relazione di Contini". Nella sala era calato un gran silenzio. Pensai: Cesare sta recitando. Accanto a me Enrico Castelnuovo guardava Garboli, che non aveva mai visto prima, letteralmente a bocca aperta. (Qualche tempo dopo Castelnuovo mi raccontò di aver provato a cominciare una conferenza rifacendo la gag di Cesare, ma tutto gli era andato storto: il pubblico aveva cominciato a dire "voce, voce", ecc.). 

https://rassegnastampapagineculturali.wordpress.com/2014/03/09/matteo-marchesini-lastrologo-delle-parole-che-leggeva-i-destini-nella-poesia-cesare-garboli/
 
carisma s. m. [dal lat. eccles. charisma, gr. χάρισμα, der. di χάρις «grazia»] (pl. –i, ant. carìsmati). – 1. Nel linguaggio religioso, la grazia come dono elargito da Dio. In partic., nel linguaggio teologico cristiano il termine indica o la semplice grazia santificante infusa a tutti i credenti col battesimo (talora usato anche come sinon. di sacramento in genere) o, in senso stretto, un dono soprannaturale straordinario concesso a una persona a vantaggio della comunità (per es., il dono dell’infallibilità, la virtù profetica, la possibilità di operare guarigioni miracolose): possedere, esercitare un carisma. 2. Nelle scienze sociali, il termine, introdotto nel 1922 da M. Weber, e poi largamente diffusosi, indica il complesso delle facoltà e dei poteri straordinarî che una persona possiede e che le vengono riconosciuti all’interno di un gruppo religioso, culturale o economico, o nella società, consentendole l’assunzione di un ruolo direttivo. 3. estens. Capacità di esercitare, grazie a doti intellettuali o fascino personale, un forte ascendente sugli altri e di assumere la funzione di guida, di capo: il c. di un uomo politico; un attore dotato di grande c.; avere, non avere carisma.