sabato 2 marzo 2013

Guido Vitiello su Scalfari

Fondatore mononota
l'apostolato civile dell'«Officiante del dover essere»

...Martedì, su Repubblica tv, il Fondatore ha spiegato la causa profonda del tracollo: un millennio di dominazioni straniere. [...] Poche settimane prima la pendola scalfariana aveva dato lo stesso rintocco: ...«'Francia o Spagna purché se magna' è un proverbio che sintetizza quattro secoli di servitù a potenze straniere e a Signorie servili o corrotte». Anche Scalfari come Elio ha la sua «canzone mononota» [...] # l'uomo del Guicciardini, il solito Stenterello servitore di due padroni, il familismo amorale #  Questa caricatura intristita della componente meno liberale dell'azionismo, quella moralistico-giacobina, via via fossilizzata in posa e in ostentazione di status morale, è il sigillo che il Fondatore ha impresso su Repubblica e sulla sua larga famiglia. 
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Decenni di apostolato del dover essere non hanno salvato l'anima a un solo Stenterello, ma in compenso hanno instillato nel senso comune dell'elettore di sinistra e del lettore di Repubblica quelle disarmanti (e arci-italiane) banalità che risuonano dopo ogni voto: domani emigro a Parigi, siamo un popolo di servi e così via. Ora dopo averlo accompagnato passo dopo passo sulla via della disfatta, Repubblica torna a spiegare al Pd cosa il Pd dovrebbe fare, e Giannini mette in croce il povero Bersani chiedendogli candidamente, come se niente fosse, se la colpa è «degli italiani che non hanno capito o di voi che non vi siete spiegati». Il segretario era un pugile troppo «groggy» per rispondere a tono. Ma quando si rimetterà in sesto dal colpo, lui o chi per lui si scrolli di dosso la tutela morale di Balanzone, e riscopra una verità semplice e bella: che la democrazia si fa con Stenterello e non contro di lui.

Il Foglio, 2 marzo 2013, prima pagina