Valentina Ariete
Com'è punk Jane Austen
La Stampa, 6 ottobre 2026
Altro che galateo e savoir-faire: Jane Austen è un’autrice punk. Ed è tornata più graffiante che mai. È vero, le sue protagoniste spesso si struggono per un uomo, ma non sono figure bidimensionali: sono testarde, imperfette, sempre ironiche. La storia d’amore è una scusa per parlare di altro. Non mancano di puntare il dito contro l’ipocrisia della società, combattendo sempre per rimanere coerenti con se stesse e il proprio spirito, anche quando va contro ciò che ci si aspetta da loro. Insomma: sono figure eterne. A 250 anni dalla nascita della scrittrice, cinema e tv sembrano averla riscoperta con uno slancio rinnovato. Sarà che titoli come Bridgerton raccontano l’epoca Regency solo attraverso gossip e pizzi, facendoci arrivare a saturazione, ma finalmente si torna alla sostanza.
Su Sky e NOW è in onda infatti The Other Bennett Sister - Orgoglio e riscatto, period drama in 10 episodi che racconta la sorella meno conosciuta di Orgoglio e pregiudizio: Mary Bennet, quella di mezzo. A interpretarla è Ella Bruccoleri. Alla base c’è il romanzo di Janice Hadlow: L’altra sorella Bennet. Proprio Orgoglio e pregiudizio avrà poi un nuovo adattamento: in streaming su Netflix dal 3 dicembre la serie con protagonisti Emma Corrin (già Lady D in The Crown) nel ruolo di Elizabeth Bennet e Jack Lowden (protagonista di Slow Horses insieme a Gary Oldman, tra i favoriti per interpretare il nuovo James Bond) in quello di Mister Darcy. Nel cast anche il premio Oscar Olivia Colman.
E soprattutto dal 22 ottobre è in sala Ragione e sentimento, nuovo adattamento cinematografico diretto da Georgia Oakley. Questo film arriva 30 anni dopo quello amatissimo del 1995, di Ang Lee, con le fuoriclasse Emma Thompson e Kate Winslet nei panni delle sorelle Elinor e Marianne Dashwood (con Alan Rickman e Hugh Grant nei ruoli maschili). A raccogliere il testimone sono oggi due astri nascenti, inglesi anche loro: Daisy Edgar-Jones ed Esmé Creed-Miles (figlia di Samantha Morton, Circe nell’Odissea di Nolan, cui somiglia moltissimo). Il rapporto tra le sorelle in questa versione è fondamentale: le scene in cui si confidano sono ancora più importanti di quelle d’amore. «È incredibile che Jane Austen abbia scritto questa storia 200 anni fa e sia ancora così attuale - dice Edgar-Jones - . Certo oggi i cellulari hanno cambiato tutto: le lettere scritte a mano e i balli fanno ormai parte di un’altra epoca, ma le sensazioni che dà lo struggimento per un’altra persona sono quelle. Un cuore spezzato è sempre lo stesso, da secoli. Anzi, ora soffriamo anche di più, perché tutto attorno a noi è immediato, mentre l’amore non funziona così».
Come nel romanzo, Marianne è la Dashwood più esuberante, che dice esplicitamente come avere delle passioni sia la cosa più importane nella vita. È così? Per Creed-Miles «alcune persone vivono in modo più appassionato di altre, ma credo che chiunque sia capace di avere una vita interiore ricca, piena di dolore, emozioni e desideri. Non importa quindi quale sia l’attività con cui la esprimi: l’importante è non soffocarla». D’accordo la collega: «Sicuramente io ce l’ho per la recitazione. Così riesco a unire le due cose: metto la passione nei miei personaggi. E ne scopro di nuove: mi faccio ispirare dal punto di vista di chi interpreto».
Nei romanzi di Jane Austen si parla spesso del rapporto tra donne e denaro. Le sorelle Dashwood cadono in disgrazia perché alla sua morte il padre lascia le figlie e la moglie praticamente senza eredità. Devono quindi sposare un buon partito. Ma Elinor non è convinta che ricchezza faccia rima con felicità. A sentire discorsi del genere però in molti oggi alzerebbero un sopracciglio. Siamo diventati più cinici o siamo semplicemente realisti? Per Edgar-Jones: «La sua famiglia ha perso la propria fortuna ed è una cosa devastante. E all’epoca il matrimonio aveva un peso molto più grande: per le donne era una forma di sopravvivenza, un marito rappresentava qualcuno in grado di mantenerle. Ma allo stesso tempo la madre, Mrs. Dashwood, è un po’ una figura bohémienne: le ha cresciute come delle artiste, Elinor disegna e Marianne suona il piano, e desidera che le sue figlie si sposino per amore. In un certo senso il film celebra questo tipo di ricchezza: quello che viene dall’amore della tua famiglia, dal legame tra sorelle».
E l’amore a prima vista, come tra Elinor ed Edward Ferrars (George MacKay)? L’attrice: «È successo anche a me. A volte ho una specie di premonizione da strega: guardo una persona e capisco che finirò per conoscerla molto bene, che mi cambierà in qualche modo la vita. Non è amore a prima vista questo? Penso di sì».

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