mercoledì 28 gennaio 2015

Walt Whitman, Oh! Capitano, mio Capitano

Lincoln’s death inspired Whitman to write one of his most memorable works—a simple, three-stanza poem of sorrow that bore little resemblance to his other, more experimental writings. "O Captain! My Captain!" was published in New York’s Saturday Press in November of 1865, and was met with immediate acclaim. The poem’s evocation of triumph overshadowed by despair spoke to readers throughout the shattered nation, and it was widely reprinted and published in anthologies. "O Captain! My Captain!" became one of the most popular poems Whitman would ever write, and helped secure for him a position as one of the greatest American poets of the 19th century. (Library of Congress)


Oh! Capitano, mio Capitano, il tremendo viaggio è compiuto,
La nostra nave ha resistito ogni tempesta: abbiamo conseguito il premio desiderato.

Il porto è prossimo; odo le campane, il popolo tutto esulta.
Mentre gli occhi seguono la salda carena,
la nave austera e ardita.

Ma o cuore, cuore, cuore,
O stillanti gocce rosse
Dove sul ponte giace il mio Capitano.
Caduto freddo e morto.

O Capitano, mio Capitano, levati e ascolta le campane.
Levati, per te la bandiera sventola, squilla per te la tromba;
Per te mazzi e corone e nastri; per te le sponde si affollano;
Te acclamano le folle ondeggianti, volgendo i cupidi volti.

Qui Capitano, caro padre,
Questo mio braccio sotto la tua testa;
È un sogno che qui sopra il ponte
Tu giaccia freddo e morto.

Il mio Capitano tace: le sue labbra sono pallide e serrate;
Il mio padre non sente il mio braccio,
Non ha polso, né volontà;
La nave è ancorata sicura e ferma ed il ciclo del viaggio è compiuto.
Dal tremendo viaggio la nave vincitrice arriva col compito esaurito,

Esultino le sponde e suonino le campane!
Ma io con passo dolorante
Passeggio sul ponte, ove giace il mio Capitano caduto freddo e morto.