lunedì 24 febbraio 2014

Luciano Vasconi, I cinesi (1964)

Brevi profili politici dei vari protagonisti (pp. 213-223)

Mao Tse-Tung 

... Tale fede messianica nell'uomo  è la forza e insieme la debolezza di Mao: attrae le masse  dache "non hanno nulla da perdere" se non la loro secolare miseria ma le espone a perdere l'unico bene posseduto, la vita stessa. Lo accusano, per questa sua visione idealistica, di mettere a repentaglio l'intero suo popolo e l'umanità tutta quanta; ma, secondo il suo detto, rinfacciato a Kruscev all'epoca della crisi cubana, se bisogna essere "audaci nella strategia" (per sgretolare l'imperialismo pezzo a pezzo fino a renderlo inoffensivo), occorre essere "prudenti nella tattica", non sottovalutando le capacità di reazioni immediate del nemico di classe.
... Il giorno in cui Mao dovesse scomparire, la Cina perderebbe, insieme a una di grande rilievo e prestigio, forse anche l'uomo che ha fatto da cemento di posizioni politiche contrastanti.

Ciu En-lai

In senso molto relativo è il Bukharin cinese, come espressione della corrente moderata, o per lo meno come l 'uomo sul quale confluiscono le speranze dei fautori di una distensione interna. Ad ogni rettifica per gli eccessi delle "Comuni", Ciu è apparso come l'uomo in ascesa, il quale, sebbene difendesse in proprio la "linea generale" del partito, l'adattava alle circostanze (senza essersi esposto nella fase iniziale dell'esperimento).
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Teng Hsiao-ping

Benché braccio destro di Liu Sciao-ci, come secondo rappresentante in ordine gerarchico dei "dottrinari", è forse l'uomo più enigmatico al vertice della leadership cinese. Se alla scomparsa di Mao dovessero elidersi i Liu Sciao-ci e i Ciu En-lai (per quanto l'ipotesi sia vaga), Teng potrebbe dalla carica  che attualmente ricopre, di segretario generale del partito, e quindi capo della burocrazia, diventare addirittura una specie di Stalin cinese. Per quanto improbabile una ripetizione meccanica, in Cina, di quanto si produsse in URSS alla scomparsa di Lenin, l'uomo di secondo piano, ma potente per il controllo delle leve organizzative del partito, che potrebbe liquidare i Trotzki e i Bukharin di Pechino, se si frantumasse la loro alleanza, sarebbe questo.

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Come andarono poi le cose 

Largely due to his expertise, Zhou was able to survive the purges of other top officials during the Cultural Revolution of the 1960s. His attempts at mitigating the Red Guards' damage and his efforts to protect others from their wrath made him immensely popular in the Revolution's later stages. As Mao Zedong's health began to decline in 1971 and 1972, Zhou and the Gang of the Four struggled internally over leadership of China. Zhou's health was also failing, however, and he died eight months before Mao on 8 January 1976. The massive public outpouring of grief in Beijing turned to anger towards the Gang of Four, leading to the Tiananmen Incident. Although succeeded by Hua Guofeng, it was Deng Xiaoping, Zhou's ally, who was able to outmaneuver the Gang of Four politically and eventually take Mao's place as  Paramount leader by 1977. (Wikipedia)