mercoledì 22 gennaio 2014

Vermeer, la ragazza con l'orecchino

Francesco Bonami 
Vermeer può scalzare Monna Lisa

La Stampa,  22 gennaio 2014

Tutti vorremmo essere in un dipinto di Vermeer il fuoriclasse della pittura olandese del quale sono rimaste pochissime opere. Vorremmo essere dentro uno dei suoi quadri per il semplice motivo che la luce e le atmosfere dei suoi ambienti sembrano essere di una comodità e tranquillità uniche.
Immaginarsi due che litigano nella cucina della ragazza che versa il latte è praticamente impossibile. La pittura di Vermeer non è eroica ma intima e familiare ed è questo che alla fine noi spettatori nascostamente cerchiamo nell’arte, un’intimità ed una quotidianità che la nostra società dello spettacolo sembra averci tolto. Ma allora come mai impazziamo quando un’opera d’arte diventa famosa proprio come una diva del cinema o dello spettacolo, come sta accadendo alla Ragazza con l’Orecchino, capolavoro del nostro maestro fiammingo, che dopo un trionfale tour negli Stati Uniti arriva a Bologna dove ha già fatto il tutto esaurito? Cosa ci attrae in modo quasi ossessivo di una piccola tela grande appena 44 centimetri e mezzo al di là delle sua sublime qualità pittorica?
Sicuramente il mistero che sta attorno al quadro e anche le poche informazioni che abbiamo sul suo autore, poche anche perché, a parte dipingere, Vermeer non ha avuto, a differenza di Caravaggio, una vita avventurosa. Ci attrae la squisita normalità del soggetto e quella del suo artefice. Ma non è abbastanza per mettersi in fila per vederla. Le opere d’arte a volte diventano celebrità esattamente come un attore o un’attrice, un calciatore o una cantante. Di questi tempi la Gioconda sarà molto invidiosa di questa ragazza con l’orecchino che sembra avere preso il suo posto nel cuore di quelli che un tempo erano i suoi fans e la consideravano l’opera d’arte più celebre dell’universo.
Oddio, la Gioconda non è sempre stata cosi famosa. Lo è diventata dopo che l’imbianchino Vincenzo Peruggia la rubò nel 1911 e se la tenne sotto il letto per due anni. Come l’attrice Greta Garbo, la Gioconda diventò celebre scomparendo(*). La ragazza con l’orecchino non è mai scomparsa ma in un certo senso anche lei deve la sua celebrità al fatto di essere stata rubata. Non rubata dal muro del museo Mauritshuis all’Aia dove di solito sta, ma rubata dalla cultura popolare. Prima diventando la protagonista del romanzo di Tracy Chevalier intitolato appunto «La ragazza con l’orecchino di perla» del 1999 e poi del film tratto dal libro del 2003 dove la ragazza con l’orecchino è interpretata da Scarlett Johansson che trasforma la giovane di Vermeer anche in un oggetto di desiderio erotico. Rubata, o meglio presa in prestito, dalla letteratura e poi dal cinema, la ragazza è stata riconsegnata alla storia dell’arte e ai musei ma la sua fama era oramai esplosa. Molti di coloro che vanno a vedere il dipinto non lo guardano come tale ma piuttosto come guarderebbero l’attore protagonista di Harry Potter seduto al tavolino di un caffè. Se potessero gli chiederebbero l’autografo, potendo gli scatteranno tantissime foto con il telefonino.

mistero della Gioconda : la storia di un dipinto attraverso le immagini / Donald Sassoon. - Milano : Rizzoli, 2006. - 349 p. : ill. ; 22 cm. ((Trad. di: Sandro Chierici - See more at: http://www.librinlinea.it/search/public/appl/dettaglio.php?bid=MOD1011150#sthash.PDZ7K3SO.dpuf
mistero della Gioconda : la storia di un dipinto attraverso le immagini / Donald Sassoon. - Milano : Rizzoli, 2006. - 349 p. : ill. ; 22 cm. ((Trad. di: Sandro Chierici - See more at: http://www.librinlinea.it/search/public/appl/dettaglio.php?bid=MOD1011150#sthash.PDZ7K3SO.dpuf
l mistero della Gioconda : la storia di un dipinto attraverso le immagini / Donald Sassoon. - Milano : Rizzoli, 2006. - 349 p. : ill. ; 22 cm. ((Trad. di: Sandro Chierici, Ultreya. - See more at: http://www.librinlinea.it/search/public/appl/dettaglio.php?bid=MOD1011150#sthash.PDZ7K3SO.dpuf
 
Il successo di un quadro però non è solo dovuto alla sua fama mediatica, c’è sempre qualcosa che colpisce l’immaginazione dello spettatore che solo un dipinto ed un grande pittore sono capaci di dare. Non mi sorprenderebbe che l’opera di Vermeer scalzasse definitivamente la Mona Lisa di Leonardo dal gradino più alto del podio. Infatti mentre la Gioconda è un ritratto classico e statico, la ragazza olandese è un’istantanea. Proprio come quelle prese con il telefonino. Ci guarda sorpresa come sorpresa e indispettita ci guarderebbe Scarlett Johansson se le scattassimo una foto di nascosto. Per questo la giovane di Vermeer è molto più contemporanea ma anche molto più umana della Gioconda. L’opera d’arte e per questo anche le persone che sanno mostrare meglio di altri la loro umanità hanno più successo. La ragazza con l’orecchino anziché essere bloccata nella storia e nel suo tempo ci trasmette l’eternità dell’attimo, l’umanità della sorpresa e dell’insicurezza. Tutte qualità o piccoli difetti che ce la fanno diventare amica.

Hugh Hefner inventò il successo Playboy mettendo al centro della sua rivista la «ragazza della porta accanto» capendo che era quella che il maschio moderno e comune in fondo desiderava, non la supermodel. Vermeer senza saperlo ha pure lui dipinto la ragazza della porta accanto. Noi in un’epoca di maschi e femmine superdotati è proprio quella che stavamo aspettando. Per questo siamo disposti ad aspettare qualche ora in più pur di riuscire ad andare a vederla.

(*) Donald Sassoon, Il mistero della Gioconda : la storia di un dipinto attraverso le immagini,  trad. di Sandro Chierici, Rizzoli, Milano 2006. - 349 p.

mistero della Gioconda : la storia di un dipinto attraverso le immagini / Donald Sassoon. - Milano : Rizzoli, 2006. - 349 p. : ill. ; 22 cm. ((Trad. di: Sandro Chierici - See more at: http://www.librinlinea.it/search/public/appl/dettaglio.php?bid=MOD1011150#sthash.PDZ7K3SO.dpuf