sabato 18 gennaio 2014

Vattimo barone testardo

Grillo: "Non candideremo Vattimo"
La Stampa, 17 gennaio 2014

Beppe Grillo dice no a Gianni Vattimo, il filosofo prestato alla politica che si è auto-proposto come candidato alle europee per il Movimento 5 Stelle. Parlamentare europeo eletto tra le liste dell’Italia dei Valori nel 2009, il filosofo ha detto di volersi iscrivere al M5s e partecipare alle prossime elezioni di maggio. Ma il leader dei Cinque Stelle lo frena: le regole del Movimento non consentono una sua candidatura perché esiste la rigidissima regola che vieta il doppio mandato.
 «Gianni Vattimo non è candidato né candidabile alle elezioni europee con il M5S», scrive infatti di prima mattina su Twitter Beppe Grillo dopo aver sfogliato i giornali che rilanciavano la notizia dell’autocandidatura dell’eurodeputato che ha militato prima nel Partito Radicale, poi in Alleanza per Torino, successivamente nei Democratici di Sinistra, per i quali è stato parlamentare europeo, e nel Partito dei Comunisti Italiani.  

Un’intenzione lanciata da Vattimo in un suo articolo, scritto in terza persona e pubblicato sul proprio blog. «Nel 2014 - ha scritto - avrebbe anche il diritto-dovere di pensionarsi, ma non ne ha voglia: ha ancora impegni politici, anzitutto la lotta No Tav». E siccome «il futuro dell’Idv in Italia sembra legato alla possibilità di ritornare nell’area Pd», cosa che a Vattimo non interessa, «l’unica via verosimile, provare con i Cinque Stelle, visto che sono l’alternativa ai due schieramenti di regime».

Il filosofo dichiara, sempre in terza persona, che «al Movimento si sente legato da simpatie e solidarietà NoTav», oltre che per l’opposizione professata al fiscal compact e alle politiche di austerità. Ottime ragioni, insomma, non solo per candidarsi ma per insistere sulle buone ragioni della sua offerta anche dopo il niet di Grillo. Intervistato oggi da Repubblica Tv il filosofo torinese spiega di aver parlato con Grillo qualche giorno fa: «Mi ha detto ok, purché mi sottomettessi alle regole. Nessuno dei due pensava in quel momento al limite dei due mandati», racconta. «Io credo che se c’è un vecchiardo come me, che ha una certa esperienza nell’europarlamento, a loro può fare comodo. Quindi la regola dei due mandati, come è stata istituita può anche essere violata. Tutta questa diffidenza per i vecchi politici riciclati va bene, però...».