domenica 1 settembre 2013

Montaigne e Diderot bestseller

Bernardo Valli 
L'estate dei saggi. Montaigne e Diderot bestseller da spiaggia
la Repubblica, 28 agosto 2013

La chiamo "l'estate dei filosofi", perché due di loro, il rinascimentale Montaigne e l'enciclopedista Diderot, hanno dato un'impronta insolita alle letture della stagione balneare. All'origine del fenomeno, perché di fenomeno si tratta, c'è un libretto da dodici euro. Un talismano a buon mercato. La copertina è gialla, un giallo limone, illustrata da un disegno sofisticato e spiritoso. Un uomo, meglio la sua sagoma color inchiostro, si suppone calvo, con la gorgiera dei nobili del Rinascimento, penso inamidata, a merletti, seduto al riparo di un ombrellone da spiaggia, tiene il busto eretto e ha un libro appoggiato sulle ginocchia.
È la posizione rispettosa di chi compie un rito. Forse è cosi che si leggeva secoli fa. Ma la seggiola è dei nostri giorni; è stile habitat; e sullo schienale c'è un passero.
Il libretto, formato opuscolo, presentato con tanto humour, conta centosettanta pagine. L'editore non è uno dei grandi di Francia: le éditions des équateurs non sono parigine, sono della provincia, hanno la loro sede sulla costa normanna. Quanto all'autore, Antoine Compagnon, è un rispettatissimo, noto professore del Collège de France e della Columbia University, specialista di Montaigne e Proust, ma che ha scritto anche di Racine, Baudelaire, Stendhal, ed è l'autore di un testo, Les Antimodernes, diventato un classico. Il suo nome non attirava tuttavia decine di migliaia di lettori. Per divertimento l'estate scorsa, nel 2012, ha accettato di tenere quaranta brevi trasmissioni culturali su Montaigne a Radio France Inter,e nell'estate successiva, la nostra, quelle conversazioni, stampate e diventate altrettanti brevissimi capitoli, si sono trasformate in un volume che ha venduto centomila copie. E non è finita.
L'intelligente, semplice sintesi delle idee di un moralista di mezzo millennio fa si è accodata, sia pure a distanza, nella lista dei bestseller estivi, ai meno nobili giganti, quali sono Inferno di Dan Brown e la serie delle Cinquanta sfumature di E. L. James. Centomila copie significa, a occhio e croce, almeno mezzo milione di lettori: una massa di uomini e donne che sulle spiagge si appassionano alle idee ricavate dai Saggi (Essais), scritti da Michel Eyquem, detto Montaigne, vissuto dal 1533 al 1592, pioniere dell'introspezione per il modello di esercizio spirituale, laico si intende, che ci offre, e maestro di vita per le sentenze epicuree che ci suggerisce. La prima spiegazione è che Montaigne non dimostra i quasi cinquecento anni che ha. L'uomo, coperto da un'ombra, sulla copertina, con il titolo Un été avec Montaigne è ovviamente lui: e se l'abito ricorda la sua epoca, il resto del disegno ricorda che è anche dei nostri. Comunque vorremmo che lo fosse. Non lo si può definire moderno. Se mai premoderno, dice Antoine Compagnon. Aveva una sensibilità simile a quella di molti di noi, annoiati dall'idea di un progresso ineluttabile, promesso all'avvenire dell'umanità. E tuttavia non lo si può definire neppure un postmoderno. È un modello di scetticismo fuori dal tempo, perché non deteriorabile, che invita a trovare la felicità partendo da se stessi, che insegna come accontentarsi di quel che si ha, e come trarne soddisfazione. Gli Essais (in italiano c'è un'esemplare traduzione di Fausta Garavini) sono ritmati dalla regolare alternanza della vita pubblica e della vita privata di Montaigne. Il quale è stato sindaco di Bordeaux, mediatore tra cattolici e protestanti durante le guerre di religione, viaggiatore in Italia, e solitario studioso tra i suoi libri. Gli Essais sono stati scritti, riscritti, corretti per vent'anni, e il loro valore etico resiste cinque secoli dopo.
Didier Diderot è l'altro filosofo della stagione. Tra poco compie trecento anni (essendo nato il 5 ottobre 1713), ma neppure lui li dimostra. In vista delle celebrazioni sono apparsi tanti saggi e biografie che campeggiano sui banchi delle belle librerie parigine. Il volume di Jean Starobinski, Diderot, un diable de ramage, ha diritto a un'attenzione particolare. Il "ramage" è il cinguettio nel fogliame degli alberi, ma è anche il brusio delle voci nella società, di cui parla il nipote di Rameau, nella più nota opera di Diderot. Il filosofo tendeva l'orecchio a quei rumori nel secolo dei lumi. Li ascoltava e li raccontava, li analizzava, li interpretava nei suoi scritti. Era uno straordinario cronista, curioso e sfacciato se necessario, erudito ma non pedante, spaziava dalla matematica alla medicina, dalla scienza alla morale, con la chiarezza di un eccezionale dilettante. Era un libertino, come si diceva allora, ma anche un innamorato tenace. Ne è la prova la corrispondenza con Sophie Volland, considerata da Proust la più bella raccolta di lettere d'amore.
Raccoglieva il brusio della società nelle strade di Parigi, allora cuore di una monarchia moribonda, nei villaggi, nei salotti letterari, nelle alcove delle sue amanti, nelle tipografie dove si stampavano i volumi della sua Enciclopedia. Gli scritti di quel grande ascoltatore, molti dei quali apparsi dopo la sua morte, alcuni ancora allo studio, ci arrivano come se fossero freschi d'inchiostro. I suoi pensieri (dei quali diceva «sono le mie puttane») è come se datassero di ieri.
Jacques Attali in Diderot. Ou le bonheur de penser, e anche Gerhardt Stenger in Diderot. Le combattant de la liberté, lo presentano come il filosofo che più incarnò, nella sua epoca, l'ideale di libertà. E che riabilitò le passioni. Meravigliosi protagonisti, entrambi, Montaigne e Diderot di un'estate del nostro secolo.

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Montaigne in italiano

Montaigne, Saggi, con testo francese a fronte, a cura di Fausta Garavini e André Tournon, Bompiani
Sarah Blakewell, Montaigne. L'arte di vivere, traduzione di Thomas Fazi, Fazi editore
Saul Frampton, Il gatto di Montaigne, traduzione di Elisa Banfi, Guanda

edizione tematica dei saggi, traduzione e cura di Federico Ferraguto, Fazi editore
1. Coltiva l'imperfezione
2. Sopravvivi all'amore
3. Svegliati dal sonno dell'abitudine
4. Scopri il mondo
5. Lavora bene, ma non troppo bene
6. Filosofando per caso
7. La risposta è la vita stessa