martedì 29 aprile 2014

Pensieri critici sulla santità

Marco Albertaro
Sulle recenti santificazioni

Molti si sono indignati per la santificazione di Giovanni Paolo II, tirando fuori i suoi rapporti con Pinochet, la vicenda Orlandi, lo IOR e mille altre "colpe" del papa polacco argomentando così l'inaccettabilità della scelta di papa Francesco. In realtà tutte queste critiche, mosse spesso con sentimenti anticlericali, patiscono un vizio di fondo: esse, implicitamente, legittimano l'autorità della Chiesa perché danno per scontata e per legittima la pratica della santificazione. Nessuno infatti ha detto una parola su Giovanni XXIII, evidentemente ritenuto legittimamente santificabile anche dai più anticlericali.
Credo che le istituzioni ecclesiastiche non debbano essere criticate soltanto quando si ritiene che sbaglino ma debbano essere criticate per il fatto stesso che esistono e per il potere materiale che esercitano. Non ci deve interessare chi la Chiesa fa santo ma il fatto che la Chiesa faccia i santi. Soltanto una critica totale al potere del papato e a tutte le sue diramazioni periferiche può contribuire a formulare una critica del potere in quanto tale. Riscoprire un autentico e radicale anticlericalismo, questo deve fare la sinistra.

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Il post pubblicato dall'amico Albeltaro sulla sua pagina Facebook ha suscitato vari commenti. Quello che segue è, a mio avviso, il più interessante. (giovanni carpinelli)

Lorenzo Ettorre

Perdonami. Pretendere che la Chiesa non debba neppure avere la libertà di fare santi è quantomeno illiberale, oltre che presuntuoso. Liberissimi di non credere e liberissimi di cercare la propria felicità in ciò che si ritiene più opportuno, ma sentirsi in diritto di dire agli altri cosa è giusto o non giusto che facciano, non è utile: a sè prima che agli altri. Anche perché milioni di fedeli che hanno seguito quell'evento non possono essere liquidati dicendo che sono banali e irrazionali sognatori: troppo facile mettersi a posto la coscienza così. Tra di essi ci sarà pure qualcuno che ragiona, non credete? Quanto ai due nuovi santi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II sono accomunabili per un motivo molto semplice: non erano politici ma uomini che hanno testimoniato incessantemente che la vita non la compie la politica, che essa ha fallito perché per sua natura non sa estinguere la sete di giustizia e verità che pure contribuisce a far sorgere. La vita la compie una Presenza viva che cambia l'uomo dal di dentro, e con esso - essa sì - cambia la storia. Per questo non credo che la sinistra debba riscoprire un autentico e radicale anticlericalismo per risorgere - già Togliatti aveva capito che questo era inutile, oltre che dannoso - ma deve provare ad essere originale in se stessa e portare avanti i propri ideali senza combattere gli altri per "esistere". Ne è antropologicamente e storicamente capace? Questo credo sia il punto.