domenica 25 giugno 2017

La sconfitta prossima ventura



Non si tratta di fare gli uccelli di malaugurio. Renzi ha in mente uno scenario che potrebbe non verificarsi: Grillo come avversario principale. Ora la destra ha la vittoria a portata di mano, non vorrà farsela sfuggire. Per sconfiggere i 5 Stelle poi ci vorrebbe ben altro che il temporeggiamento alla Fabio Massimo. "Una robusta ripresa economica, un forte calo della disoccupazione giovanile, una stretta su corruzione e malaffare", o una seria controffensiva sul tema della casta, sono tutti obiettivi che il PDR non è in grado di perseguire in modo credibile. Per questo sembra avere già perso. E, se proprio dovesse a sorpresa vincere, sarebbe costretto a navigare tra gli scogli. Obiettivo vero: stare a galla, non porre mano ai problemi del Paese.  


Antonio Polito, Leader e alleanze, quanto pesa il voto. Prodi e Berlusconi i veri protagonisti, Corriere della Sera, 25 giugno 2017

... Il segretario del Pd si trova oggi nella per lui singolare condizione di essere più popolare nei circoli del suo partito che tra gli elettori. Dal referendum perso in poi, è come se il Pd avesse divorziato dall’opinione pubblica in attesa della vera rivincita elettorale, quando il leader spera di poter convogliare su di sé tutti i voti contro Grillo. La improvvisa competizione del Cavaliere sullo stesso terreno anti-grillino e il ritorno della tela di Prodi, creano però più di una complicazione al piano.
È l’inizio della fine del M5s? No. Per niente. Guai a confondere le elezioni. Queste sono amministrative, si sceglie tra candidati sindaci, e il Movimento l’ha dimenticato, anteponendo le vendette interne alla credibilità esterna. Così ha perso Genova, che poteva essere sua, si è condannato all’irrilevanza a Palermo, capitale della Sicilia che vorrebbe conquistare a novembre, e ha fatto harakiri a Parma, dove si è lasciato stracciare dal suo ex sindaco, Pizzarotti, cacciato solo perché è un essere pensante. Ma se guardate ai sondaggi, capirete che le elezioni politiche sono un’altra cosa. Il M5S è un animale strano, un predatore che approfitta delle debolezze altrui e prospera in un ambiente adatto alla caccia. Solo una robusta ripresa economica, un forte calo della disoccupazione giovanile, una stretta su corruzione e malaffare, potrebbero segnarne un rapido declino. Tutte condizioni auspicabili ma, ne converrete, difficili da realizzarsi entro l’anno nuovo.