giovedì 1 giugno 2017

D.H. Lawrence, Giunone in treno






 






















D.H. Lawrence, Mare e Sardegna, 1921


[La scena si svolge in Sicilia, per la verità] Entrano altri viaggiatori. Una donna enorme con un viso bellissimo; un uomo grossissimo, molto giovane; e una minuscola servetta, una ragazzina di tredici anni, con un bel viso. Ma Giunone: è lei che mi toglie il respiro. E' abbastanza giovane, ancora sulla trentina. Ha la stupida bellezza regale di una classica Hera: una fronte pura con diritte sopracciglia scure, grandi occhi scuri,imperiosi, naso diritto, bocca cesellata, un'aria di remota coscienza di sé. Mi rimanda il cuore diritto ai tempi pagani. Ed é semplicemente enorme, come una casa. Porta un tocco nero ornato di piume dritte, e ha una pelliccia nera di coniglio sulle spalle. Entra di sbieco, avanzando con cautela, e una volta seduta ha terrore di alzarsi.Siede con l'immobilità propria del suo tipo, le labbra strette, il viso muto, inespressivo. Attende la mia ammirazione: lo si vede. Attende che io renda omaggio alla sua bellezza, a quella soltanto: non a lei come persona, a lei come a un bel pezzo. Mi lancia occhiatine da sotto le ciglia.