Alice Valeria Olivieri
Dalla Padania al bosco new age: la crisi d'identità di Salvini
Domani, 29 aprile 2026
Un aeroporto dedicato a Berlusconi, una foto in Vespa per gli ottant’anni del mezzo, Audrey Hepburn in Vacanze padane. Nonostante i sorrisi e gli abbracci in favore di post, non deve essere un momento facile per Matteo Salvini.
Non deve essere semplice, infatti, tenere insieme i pezzi della sua identità, attualmente scissa peggio che in una commedia pirandelliana, tra il complicato addio bossiano, il divorzio vannacciano, la caduta orbaniana, il disastroso crollo del gradimento trumpiano, il blocco al gas putiniano. «Padroni a casa nostra», recitavano cappellini e gadget vari appena dieci giorni fa nella grande piazza Duomo di Milano, non proprio gremita di folla remigrante, senza nemmeno lo straccio di una cartolina dall’Ungheria, patria d’ispirazione e affinità elettive ed elettorali.
Apoteosi
E non deve essere affatto naturale, dopo appena una manciata di giorni trascorsi dal grido «rimandiamoli a casa», vestire inusuali panni new age e trovarsi a difendere a spada tratta due extracomunitari, «una mamma e un papà innamorati, colti, generosi e pazienti», dice su Instagram. In assenza di cartucce migliori – le targhe per i monopattini non devono smuovere granché il ventre dell’elettorato leghista – un Salvini in versione Taddeo dei Looney Tunes apre la stagione di caccia nel bosco incontrando a Palmoli la bucolica famiglia anglo-australiana che da mesi infesta il sottobosco dell’informazione italiana, e la cui presenza politico-strumentale sembrava avesse esaurito le sue energie con la visita al presidente del Senato.
Dopo aver platealmente inveito contro gli stranieri in Italia e contro le politiche green dell’Europa, il ministro dei Trasporti incontra una famiglia di stranieri in Italia che ha fatto del green la sua cifra esistenziale e morale. Apoteosi di frammentazione del sé: Uno, nessuno e centomila leader del Carroccio.



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