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Dipinto su ordinazione del bolognese Severino Bonora ed esposto
all’Accademia nel 1853, Ruth è uno dei più famosi nudi dell’ormai maturo
pittore veneziano (1791-1882). Come nella "Rebecca" (1831) e nella
"Tamar" di Giuda (1847), anche qui il tema dell’eroina biblica è
affrontato con notevole maestria. Identificabile dalle spighe che porta
in seno, Ruth ci appare come una donna al tempo stesso sensuale e
riflessiva.
DESCRIZIONE E STORIA DEL DIPINTO RUTH
Hayez
dipinse l’opera su commissione di Severino Bonora di Bologna che poi
dispose per la sua cessione al Comune; è la sola sua opera presentata
nel 1853 alle esposizioni in accademia, istituzione chiusa che volle con
questo segnale mantenere la distanza dal capostipite della pittura
romantica. La figura di Ruth assume riferimenti pre-rinascimentali come
molte delle opere accademiche dell’artista.
In base a tali elementi
si deve correggere l’opinione corrente, che la vuole dipinta nel 1835,
sull’autorità dei tardi e spesso non fidati elenchi del Carotti.
Se
sulla fine del quarto decennio qualche accento di maggiore libertà si
trova nei pittori più giovani, è vero che la cosa restò poi senza
seguito apprezzabile.
Quando Hayez presentò la Ruth, era esaurita da
tempo la sua carica innovatrice; e nondimeno l’impressione fu enorme,
come dimostrano le parole del notaio Enrico Bottrigari: «Ma ciò che
attraeva gli sguardi si era uno stupendo quadro dell’Ajez di Milano,
rappresentante la Ruth, quando povera e derelitta vedova andava a
spigolare nel Campo di Booz».
L’analisi stilistica del resto non
smentisce una collocazione negli anni ’50, quando divenne più intensa, e
intimamente drammatica la mediazione dell’Hayez sul nudo femminile,
intriso di valori psicologici tortuosi e complessi. Si conferma la
contiguità morale di Hayez con Ingres e Delacroix.
In opere come
queste, destinate generalmente ad una circolazione più riservata,
l’artista ribadisce il suo interesse «per la grazia spontanea, che è
gran parte e condimento della bellezza» e non per «la grazia di
convenzione, quella che la donna impara, o da se stessa si dà, che
principia dall’essere uno studio e finisce coll’essere un segreto», come
asserisce Toccagni.
A proposito del suo Foscari, lo stesso Hayez
scriveva l’anno dopo all’amico Andrea Maffei: «Io ho cercato in quella
grandezza e dimensione di figure una certa finitezza, ma non volli che
questa desse durezza di esecuzione».
Hayez dipinge Ruth in piedi, al
centro dell’opera. La giovane si identifica con l’eroina biblica per via
delle spighe portate in seno. Il suo nome significa amica o compagna.
Divenne
presto uno dei nudi più famosi di Hayez che aveva ormai 62 anni ed era
un importante protagonista del Romanticismo italiano. L’opera si può
avvicinare a Rebecca del 1831 e Tamar di Giuda del 1847, due opere dal
tema biblico.
Non fu solo la figura dalla connotazione
sensuale, ma elegante, a rendere l’opera famosa. Infatti, la
composizione semplice, e quasi iconica, permette al dipinto di assumere
un valore universale. La ragazza, che aveva sposato il figlio di un
abitante di Moab, indossa una tunica bianca annodata in vita che lascia
scoperta gran parte del busto, un turbante e un bracciale stretto in
metallo al braccio destro. Con la mano sinistra stringe poi a sé un
mantello scuro che avvolge alcune spighe di grano.
Morto il marito,
infatti, la giovane si trasferì con la suocera a Betlemme, luogo di
origine dell’uomo. Le due donne vivevano in povertà, spigolando nei
campi dopo il raccolto, finché il proprietario terriero Booz, parente
del marito defunto, sposò Ruth. Dalla loro unione si originò la dinastia
del re David.
Il viso della protagonista rivela una fisionomia
regolare e molto giovane. Inoltre, l’espressione mostra un carattere
riflessivo e al tempo stesso sensuale.
La figura di Ruth è
rappresentata a mezza figura esattamente al centro del piano e divide
simmetricamente l’ampio paesaggio desertico, riconducibile all’attuale
Giordania, che si distende in basso. A sinistra si nota una macchia di
alberi, mentre il cielo è offuscato da nubi.
Il tono dell’opera è
caldo e prevalgono le tinte giallastre tipiche di molte opere di Hayez.
Alla fortuna del dipinto contribuisce anche l’illuminazione. Infatti, la
parte a sinistra del paesaggio è scura ed esalta la parte illuminata
del corpo di Ruth. Invece, la parte a destra è chiara e crea un deciso
contrasto con la parte in ombra della fanciulla. (Musei di Asti)

Rebecca al pozzo
,_Odalisca_nel_sonno,_1867,_olio_su_tela,_cm_93_x_75,_Accademia_di_Brera.jpg) Odalisca nel sonno
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Venere che scherza con due colombe
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Tamar di Giuda
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Odalisca
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| Studio di nudo |
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Odalisca sdraiata
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| Betsabea al bagno |
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