domenica 17 gennaio 2021

Reinventarsi per uscire dallo stallo

 


Simone Lorenzati, Casa di riposo e teatro


Ormai la pandemia è accanto a noi da dieci mesi. Intorno a noi. E tra i più colpiti dal virus a livello fisico ma anche emotivo - vi sono senza dubbio alcuni tra gli anziani delle Rsa. Eppure, c’è chi non si è affatto dimenticato di loro. C’è chi, nonostante tutto, ha pensato di coinvolgerli, unendo due cose, apparentemente, ad oggi, inconciliabili: ospiti di una casa di riposo e teatro. Ed è proprio da questo binomio, infatti, che ha preso forma il laboratorio teatrale che vede protagonisti – tra gli altri - Vera, Stella, Alberto e Celeste, tutti tra i settanta ed i novantotto anni. “Fino al prossimo abbraccio” è il titolo dell’opera che, grazie all’impegno della compagnia “Soggetti smarriti”, debutta così sul palco, in un contesto non certamente favorevole, eppure con un entusiasmo assolutamente contagioso.

Una compagnia, insomma, che ha saputo andare controcorrente, mentre il resto tendeva a distanziare e allontanare gli anziani dai propri affetti. “Il nostro credo, cosa da sempre muove le nostre, come ama dire la direttrice della struttura – la Residenza San Bernardo di Roma - Alessandra Italia, è che la vita sia un valore e ogni giorno una possibilità da non sprecare. Senza la sua generosità, unitamente a quella di Ilaria Zandri, tutto ciò non sarebbe stato possibile” esordisce Valentina Ruggiero. E’ proprio Ruggiero, infatti, ad occuparsi del progetto in prima persona, unendo la sue pluriennale esperienza nel sociale alle sue passioni per il cinema e il teatro. “Il laboratorio teatrale è nato in collaborazione con Laura Pece, aiuto regista e assolutamente fondamentale per me. Ma sono loro, i nostri anziani, ad essersi messi in discussione in prima persona”. Con lo spettacolo, infatti, è completamente cambiato l’approccio degli ospiti della Rsa rispetto al quotidiano. “Ci hanno stupito, hanno iniziato a conoscersi, a vivere, a confrontarsi. Più di una volta ci è capitato di vedere provare le battute insieme tra loro nella stanza di qualcuno. Insomma hanno fatto gruppo, lo spettacolo teatrale è stata la leva che ha dato il là al tutto” prosegue Ruggiero. “Recitare è parecchio divertente, ma non permette di lasciare fuori le proprie emozioni, il proprio stato d’animo, la propria voglia di mettesi in gioco. E’ così che gli ospiti sono diventati protagonisti, mentre io ho cercato di coinvolgerli, di invitarli a proporre, a discutere, a commentare, a progettare, unendo insomma la responsabilità del palco insieme al riconoscimento delle loro capacità”. Un progetto ambizioso che richiede, da parte degli anziani, presenza costante, esercizi di vocalizzazione, di respirazione, prove, copioni, battute da imparare a memoria. “La loro partecipazione, ovviamente volontaria, è stata enorme con un entusiasmo crescente per il progetto, senza dimenticare il loro impegno andato ben oltre ogni aspettativa. Cosa mi ha colpito è il loro essersi organizzati autonomamente - oltre l’orario delle lezioni - per provare insieme e per scrivere dialoghi e monologhi da proporre poi al nostro laboratorio”. Insomma un modo per bypassare una realtà che li vede lontani dai propri cari da marzo 2020, potendo questi avvicinarsi unicamente dietro ad un vetro. “Qui entriamo in gioco noi che, in quanto operatori, abbiamo pensato di coinvolgerli in questa cosa. Un modo per superare la solitudine, e magari far dimenticare loro i vari acciacchi”. Certo la pandemia ha imposto parecchi stop. “Sì, non ci voleva. L’idea era quella di poter esportare il progetto ad altre realtà, ma chiaramente è tutto cristallizzato. Fortunatamente la San Bernardo dispone di un suo spazio interno che abbiamo adibito a teatro e, grazie alla presenza di montatori, luci e quant’altro ci ha di fatto permesso di realizzare uno spettacolo che i nostri anziani hanno presentato, in qualche modo, di fronte ad un pubblico esterno, seppur sparuto”. La speranza, ovviamente, è che “Fino al prossimo abbraccio” possa andare in scena davanti quantomeno ai famigliari degli anziani che calcano il palco. “E’ il nostro primo lavoro – lo spettacolo è online al link https://www.youtube.com/watch?v=4IJCbAoLl0U - ma stiamo già pensando ad un seguito. Il nostro è lavoro quotidiano, sia con gli attori sia a livello di testi sia un quanto a progettazione” dettaglia ancora Valentina. “Cosa mi colpisce, e mi emoziona davvero, è vedere la gioia nei loro occhi, quando diventano protagonisti su di un palco. Alcuni si trasformano letteralmente a livello caratteriale, magari vincendo una enorme timidezza di base mentre, al contrario, altri, in apparenza molto sicuri di sé nel quotidiano, con le luci ed un microfono appaiono più timorosi. Però, una volta lì, forse sarà la magia della recitazione, li vedo davvero a loro agio, e pare che davvero riescano a dimenticare - per quell’ora - pandemia, malanni e quant’altro” conclude Valentina Ruggiero.

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