martedì 27 settembre 2016

La Regina della Notte


L’opera di Mozart Il Flauto Magico (1791) è forse la più famosa in assoluto e la Regina della notte è forse il ruolo più conosciuto nella stessa opera. Questo dimostra quanto affascinante sia il carattere della Regina della Notte ma allo stesso tempo quanto difficile sia comprenderlo.

Come compare a noi la Regina della Notte?
Senza saperlo il principe Tamino arriva nel suo regno, un paesaggio roccioso.  Non conosciamo il suo vero nome ma quando Papageno racconta di lei a Tamino, la chiama “Regina Astrifiammante”.  Tamino aveva già sentito di questa “dea della notte” e chiede a Papageno se l’ha mai vista.   “Vedere la Regina astrifiammante?  Quale mortale può vantarsi di averla mai vista?”  Ma poco dopo Tamino ha l’occasione di vederla.  Le rocce si aprono ed la Regina della Notte compare seduta sul suo trono.
Le rocce si aprono e la Regina della notte appare per la prima volta sulla scena.

La Regina della Notte racconta a Tamino che Sarastro ha rapito sua figlia Pamina e che lui è stato scelto da lei per salvarla. Avvia Tamino sul cammino e gli fa dono di un flauto magico, Papageno come aiutante e tre fanciulli che gli indicheranno la strada. Che madre amorevole!
Quando Tamino arriva nel regno di Sarasto per salvare Pamina, Sarastro gli racconta che la Regina l’ha preso per il naso, che il defunto padre di Pamina l’aveva affidata agli “iniziati” sotto la sua protezione e che la Regina della Notte desidera solo il potere. Madre già un po’ meno amorevole.
Nel regno di Sarastro Tamino si unisce agli iniziati. Quando la Regina della Notte irrompe nel regno di Sarastro e rivede finalmente sua figlia, non vuole scendere ad alcun compromesso e la costringe a scegliere tra lei e Tamino. La dea buona si trasforma in una dea della vendetta. L’aria La vendetta dell’inferno ribolle nel mio cuore è forse l’aria più conosciuta della storia dell’opera.

Pamina sceglie Tamino e alla fine dell’opera la coppia si ritroverà. La Regina della Notte tenta un ultimo attacco e sprofonda nell’abisso.
La regina ci bombarda con le sue emozioni. Una volta è disperata, poi sicura di sé, poi dolce e di seguito piena di sentimenti di vendetta. Una volta aiuta Tamino e la volta seguente lo ostacola. Chi è la grande madre la cui voce continua a risuonare nelle orecchie di milioni di ascoltatori in tutto il mondo? Perché fa così? Forse chiedersi perché ci mette sulla strada sbagliata; lei non è razionale, è istintiva, manipola, seduce, inganna e utilizza concetti come bene e male a seconda di cosa le conviene. Sì, sì, vi sento già pensare: “È una donna!” Ma non facciamo l’errore di credere che gli uomini non siano così, inconsciamente gli uomoni fanno lo stesso. E “inconscio” è la parola chiave per capire la Regina della Notte.

Nel suo libro La grande Madre lo psicologo e antropologo Erich Neumann ci spiega che il buon carattere protettivo e quello vendicativo, possessivo sono entrambi caratteristiche di un archetipo in noi, la grande Madre. Nella vita ci sono due forze. Una lotta per la coscienza e una fuga verso l’inconscio. Qualcosa in noi vuole essere autonomo, libero. Qualcos’altro in noi vuole ordine, semplicità e una vita facile in cui non sia necessario pensare. Ciò che in noi desidera che rimaniamo inconsci è la Grande Madre. Se osserviamo molto da vicino, lo vediamo nella relazione con nostra madre. Lei ci protegge, ma questa protezione viene spesso vissuta come un peso, come un incapsulamento della conscienza. Ogni figlio deve liberarsi dalla madre. La madre stessa a volte collabora ma a volte ostacola perché quanto più diventiamo indipendenti , tanto più ci allontaniamo da lei. Gli ostacoli posti dalla madre aiutano il giovane a diventare autonomo perché opponendosi, il polo consapevole diviene più forte. Questo è ciò che è succeso a Pamina e sua madre. La Regina della Notte vuole aiutarla ma a patto che Pamina rimanga nella sua sfera di potere e questo Pamina non lo vuole, Pamina ha la sua propria vita.
Ma se limitassimo la relazione tra Pamina e la Regina della Notte ad un semplice legame madre-figlia, non renderemmo giustizia al Flauto Magico. Si tratta di molto di più, si tratta di conscio e inconscio, luce e oscurità, si tratta, come spesso è ripetuto nel libretto, di diventare uomini. Non a caso la Regina della Notte è la dea dell’oscurità e Sarastro non parla a caso della vittoria della luce. La Grande Madre è un archetipo. Un bambino proietta nella madre il suo archetipo di madre e molti adulti continuano a farlo, ma la Grande Madre è un archetipo, una parte di noi. Sia donne che uomini hanno in sé l’archetipo della Grande Madre. D’altronde, l’archetipo della Grande madre ha accanto al lato femminile anche un lato maschile. Non si tratta quindi di uomo e donna, ma di maschile e femminile.
Mille anni fa dominava l’archetipo della Grande madre, ci spiega Neumann nel suo libro. Era l’epoca del matriarcato della quale l’esempio più antico conosciuto in Europa è la cultura minoica. In seguito il matriarcato fece posto al patriarcato. Ma lo strato matriarcale continuò ad esistere in noi come uno strato inconscio. Neumann ci mostra con centinaia di esempi alla mano dalla cultura e mitologia di molti popoli di tutto il mondo come la Grande Madre appaia sempre di nuovo in molte varianti. In tutti i continenti vediamo immagini di madri con il figlio, donne che vengono fecondate da esseri soprannaturali, madri con i loro figli morti o amati in braccio, … ma le immagini cambiano carattere con la comparsa del patriarcato. Vediamo chiaramente la differenza per esempio nell’imponente immagine dell’Iside egizia con il figlio in braccio e la timida Maria con Gesù migliaia di anni dopo. Con l’apparire del patriarcato la figura del femminile diventa remissiva. Ma proprio allora appare un nuovo elemento: la donna come idolo spirituale: la divina Sophia, la Beatrice di Dante, Maria nella mistica cristiana e la Pamina di Tamino. Il femminile si trasforma.  C’è vita dopo il patriarcato.  Liberarsi dalla Grande Madre è necessario per ritrovarla ad un livello superiore.  E di questo tratta il Flauto Magico.
La Regina della notte è spesso paragonata alla dea egizia Iside e a Demetra. Anche Iside era vedova, anche di Iside si diceva che nessun mortale l’avesse mai vista, anche Iside pianse per il suo amato perduto.  Il regno della Regina della Notte si trova nelle montagne ed è roccioso. Improvvisamente il monte si spacca e la scena si trasforma in una bella sala. La regina della Notte siede su un trono come Iside. Sono tutti simboli classici della Grande Madre.
Questa è la Madre buona, la madre che protegge, che spinge suo figlio sul sentiero, lo aiuta. Se Tamino alla fine avesse riportato Pamina dalla madre, sarebbe divenuto l’Horus in braccio a Iside. Ma lui non lo fa.
Altre volte la regina della notte viene paragonata alla dea della vendetta, Hecate. Neumann la chiama la Terribile Madre divorante, l’altra faccia della stessa Grande Madre. La regina della Notte vede come un tradimento la scelta di Pamina per Tamino. Non concede a Pamina l’autonomia.
La Grande Madre è quindi il centro di gravità in noi che ci vuole riportare all’inconscio, l’istinto, le emozioni e l’intero mondo della pancia. Ci attrae ma ci respinge anche. Sarastro è l’altro polo, il desiderio di diventare consci, spesso rappresentato come il sole, l’oro, la luce. Pamina e Tamino sono il mondo del cuore e della testa, sentimenti fini, pensieri nobili… puntano al sole, ma a volte vengono riportati alla furia degli istinti. Nell’opera Tamino e Pamina vengono iniziati ai misteri di Iside e Osiride. Iside è qui la Grande Madre ad un livello superiore. Nella nostra evoluzione si tratta di perdere per ritrovare ad un altro livello. Lo vediamo bene alla fine dell’opera quando Papageno e Papagena si riuniscono, ma questa è un’altra storia…

Fonti:
Neumann E., La Grande Madre, Roma 1981
Neumann E., La Psicologia del Femminile, Roma 1975

https://imisteridiiside.wordpress.com/2014/03/11/la-regina-della-notte/

L'aria più famosa, qui cantata da Diana Damrau: https://www.youtube.com/watch?v=XH7cPtG8kGg
 
Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen,
Tod und Verzweiflung flammet um mich hier!
Fühlt nicht durch dich Sarastro Todesschmerzen,
So bist du meine Tochter nimmermehr.
Verstoßen sei auf ewig,
Verlassen sei auf ewig,
Zertrümmert sei'n auf ewig
Alle Bande der Natur
Wenn nicht durch dich Sarastro wird erblassen!
Hört, Rachegötter, hört der Mutter Schwur!

La vendetta dell'inferno ribolle nel mio cuore,
morte e disperazione fiammeggiano intorno a me!
Se tramite te Sarastro non proverà le pene della morte,
non sarai mai più mia figlia
Ripudiata tu sia per sempre,
Abbandonata tu sia per sempre,
Distrutti siano per sempre
Tutti i legami della natura
Se Sarastro non sbiancherà per mano tua!
Ascoltate, dèi della vendetta, ascoltate il giuramento di una madre!